Innocenti Nuova Mini: l’utilitaria italiana che parlava English
Mi conoscete e sapete che preferisco parlare di ciò che ha reso grande l’Italia nel mondo. Ma oggi faccio una piccola deroga e parlerò di un’italiana che parlava English. L’argomento odierno in fatti è l’Innocenti Nuova Mini.
La Innocenti Nuova Mini è stata prodotta dalla Casa di Lambrate fra il 1974 e il 1993. Lo so che voi state già ripensando a quando abbiamo discusso della MiniBritish ma dall’accento Deutsche. Ed è pressoché inevitabile. Ecco come avvenne che Luigi (figlio del fondatore Ferdinando) incaricò il Nuccio nazionale e Giovanni Michelotti di progettare una utilitaria (il cui motore stesse entro la cubatura di 750 cc), da far succedere all’ormai superato modello Mini. Ma il progetto dovette superare la crisi aziendale, prima di essere ripreso in mano (1972) da Goeffry Robinson per conto della British Leyland. Non solo, ma questo interessante progetto dovette vedersela fin da subito con la novità apportata dalla Autobianhi A112.
La prima serie (1974-1982), nota anche come Mini De Tomaso, montava un motore 4 cilindri. In Italia per un limitato arco di tempo si poté acquistare questa Mini con allestimento Koelliker oppure con allestimento California.
La seconda serie (1982-1993) nacque con la scadenza contrattuale di fornitura da parte della British Leyland. Da quel momento infatti la Nuova Mini montò parti meccaniche provenienti dalla Daihatsu. Rispetto alla precedente generazione in questa versione risaltavano i motori a 3 cilindri (in un mercato che adoperava per quasi tutte le utilitarie propulsori a 4 cilindri). Per questo motivo la seconda serie sarà più conosciuta col nome di Small Mini. Ponte fra le due generazioni fu il 1983, che vide l’ingresso nel mercato della Turbo De Tomaso (dotata di motore da 993 cc con 3 cilindri). Questa è stata la prima turbo in famiglia De Tomaso. Nel triennio 1984-1986 la Casa di Lambrate approntò alcuni modelli per il mercato nordamericano. Di questi, alcuni esemplari furono riconvertiti per il mercato italiano, generando così la serie speciale “AMERICA”. Nel 1984 debuttò la Mini Diesel, cioè il primo modello di Lambrate con propulsore Diesel di dimensioni inferiori ai 1000 cc (infatti la cubatura esatta era di 993 cm³). Nel 1986 si concretizzò il progetto della Mini col passo lungo (la Mini 990). All’apparenza simile al modello di Nuccio ma col parabrezza più inclinato per una migliore resa aerodinamica. Su questa versione erano disponibili come optionals il condizionatore, gli interni in alcantara e il tettuccio apribile in cristallo fumée.
Quando nel 1991 la Innocenti venne assorbita entro la galassia Fiat, le versioni 500 e 990 videro apposta davanti alla cifra (che indica la cubatura) la dicitura Small. L’anno dopo furono proposte sul mercato le prime Small con catalizzatore. L’anno dopo ancora l’ultimo modello denominato Small 500 SE, che univa il motore 659 al passo allungato della 990.
Innocenti Nuova Mini: competizioni, cinema e Marketing
Da ultimo vorrei osservare che nell’impostazione telaistica e motoristica della British Leyland la piccola italiana (nella versione Bertone) affrontò alcune competizioni di Rally all’interno della Penisola. Non solo: ma presso i cugini d’Oltralpe negli Anni ’70 del Secolo Breve la British Leyland promosse competizioni monomarca (le Leyland Trophee) su circuito, dove potevano gareggiare solo Mini 120 oppure Mini De Tomaso. Da ultimo vorrei notare che la Mini Innocenti fece la sua comparsa anche nel mondo del cinema (come avvenne nel film “Amici miei” di Mario Monicelli, del 1975) e del Marketing (come il caso della sponsorizzazione dell’Olimpia Milano negli anni 1974-1975).
di Sconosciuto – (November 1974). “Speciale auto: il salone di Torino”. Lo Sport (11): cover page., soggetto: La Pallacanestro Olimpia Milano 1974-1975, spnsorizzata Innocenti, posa con la Nuova Mini, oggetto: Milano (Italia). La rosa della Pallacanestro Olimpia Milano, nota per ragioni di sponsorizzazione come Innocenti Milano, nella stagione 1974-75; la squadra posa per uno scatto pubblicitario con due Innocenti Nuova Mini di Bertone., dimensioni originarie: 760x694px, Licenza: Pubblico dominio, Dettagli dell’autorizzazione: Per maggiori informazioni vedi Wikipedia:Non-U.S. copyrights. Nota: Per favore tieni anche presente che questo avviso non dovrebbe essere usato per registrazioni sonore., nome file: 1974–75 Innocenti Milano.jpg, anno creazione file: 1974, file caricato in data: 25 novembre 2020, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Innocenti_Nuova_Mini#/media/File:1974%E2%80%9375_Innocenti_Milano.jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=96799620
E voi, qual è stato il vostro mini progetto (o anche sogno) del quale siete più orgogliosi? Ma poi, siate sinceri: l’English lo parlate perché vi piace oppure perché dovete?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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