Lo sapete che a volte la mia opinione è una banderuola, in balia dei venti. Non credo di avervelo ancora detto, ma sono affascinato in parte dalla costa meridionale dei nostri cugini transalpini. Il primo motivo è che da quelle parti soffia il Mistral. Il secondo è che una parte del mio cuore è legato a Nizza. E infatti oggi la mia mente è proprio sotto la sferzata del Mistral, che è soffiato financo sulla Casa del Tridente tra gli anni 1963 e 1970.
di Brian Snelson – originally posted to Flickr as 1967 Maserati Mistral Spyder, soggetto: La versione spider, oggetto: 1967 Maserati Mistral Spyder, dimensioni originarie: 3445x1992px, Licenza: CC BY 2.0, Questa immagine, in origine caricata su Flickr, è stata caricata su Commons tramite Flickr upload bot il 7 luglio 2010, 21:01 da Typ932. A quella data l’immagine era disponibile su Flickr sotto la licenza indicata di seguito., Questo file è sotto la licenza Creative CommonsAttribuzione 2.0 Generico Tu sei libero: di condividere – di copiare, distribuire e trasmettere quest’opera di modificare – di adattare l’opera Alle seguenti condizioni: attribuzione – Devi fornire i crediti appropriati, un collegamento alla licenza e indicare se sono state apportate modifiche. Puoi farlo in qualsiasi modo ragionevole, ma non in alcun modo che suggerisca che il licenziante approvi te o il tuo uso., nome file: 1967 Maserati Mistral Spyder.jpg, data creazione file: 4 luglio 2010, reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Maserati_Mistral#/media/File:1967_Maserati_Mistral_Spyder.jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10827978
Maserati Mistral: come nacque?
Mistral ha ereditato il compito di coprire lo spazio lasciato dalla 3500 GT. Come la sua illustre genitrice, anche Mistral è stata realizzata sia in versione coupé che in quella spider ‒ ambedue disegnate da Pietro Frua. Sto parlando dell’ultima Maserati che montava il 6 cilindri in linea bialbero a doppia accensione, derivato a sua volta dal motore della Maserati 250F, ossia il modello che ha vinto il mondiale nella categoria F1, nella stagione 1957 con Juan Manuel Fangio. Vi devo per forza dire che questo propulsore era dotato di camere di combustione emisferiche ed era equipaggiato col sistema di iniezione indiretta Lucas. Sì, ve lo devo dire, perché credo dobbiate sapere che, nonostante tale soluzione migliorasse le prestazioni, diversi clienti statunitensi sentirono l’esigenza di sostituirla coi carburatori Weber, per via delle difficoltà di regolazione dell’iniezione.
Maserati Mistral fu presentata durante il Salone Internazionale dell’Automobile di Torino del 1963. Vorrei far notare che talvolta la Mistral viene scambiata con la AC Frua perché queste due vetture sono tra loro abbastanza simili. Ma le due auto si distinguono perché la seconda è dotata di dimensioni maggiori e di un motore di superiore potenza. Al momento del lancio, la Mistral fu dotata di un motore da 3,5 litri già montato sulle Maserati 3500 GT che sprigionava 235 Cavalli di Nettuno. Poi si provvide il nuovo esemplare di un propulsore di 3,7 litri e 245 Cavalli. E addirittura un 4.0 di cilindrata che sprigionava 255 Cavalli di Nettuno imbizzarriti. Ebbene, ciascuno di questi tipi di motore montava 6 cilindri in linea ed era dotato di un cambio automatico ZF, dotato di 5 rapporti.
E voi, qual è il vostro sogno che ha spiccato il volo più alto sulle ali modenesi della più poetica brezza nizzarda?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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3 pensieri su “Maserati Mistral: il vento di Modena”
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