Ormai ve l’ho già detto in tutte le salse che mi piacciono da morire i progetti unici. Se poi portano lo stemma di Case superesclusive, meglio. Quindi, avete anche capito che oggi parlo del concept del Pinin nazionale, ossia il Ferrari Pinin realizzato nell’anno 1980.
Anzitutto devo dirvi che Ferrari 512 BB Pininfarina, in arte Ferrari Pinin, è stata la prima vettura del Cavallino Rampante dotata di quattro porte (già ben prima del più recente Ferrari Purosangue). Tale concept fu realizzato per celebrare il cinquantesimo anno di attività della Carrozzeria Pininfarina, e porta il nome (in breve) del suo fondatore. La carrozzeria è opera di Diego Ottina, diretto da Leonardo Fioravanti, e presenta linee nette e muscolose. In principio la supercar fu esposta come modello in scala 1:1 e solo in un secondo momento fu equipaggiata col motore V12 da 5 litri a V piatta della Ferrari 512 BB (per la quale era stato pensato). Mauro Forghieri (il celebre Ing. da poco passato a miglior vita) decise di montare come cambio manuale a 5 rapporti lo stesso del modello 400 GT, giudicandolo più adeguato a una berlina sportiva. Non solo il telaio, bensì anche freni, serbatoio e sospensioni furono realizzati ad hoc per questo modello unico.
E voi, in che modo avete celebrato il vostro cinquantesimo?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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Un pensiero su “Ferrari Pinin: il concept del 1980”
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