Oggi torno a parlare del Cavallino Rampante. Sì, perché il tema di oggi è la Ferrari. Ma non una Ferrari qualunque, bensì la 296 Gran Turismo Berlinetta. Cioè, non so se l’avete capito: ma oggi vi parlo dell’erede della Ferrari F8 Tributo.
Già, ma chi è Ferrari 296 GTB? anzitutto devo osservare che presenta un motore V6 biturbo messo in posizione centrale è un omaggio alla Ferrari Dino 206 GT (del 1968), che occupa uno spazio di 3 litri, dotato di bancate disposte a 120°. Ma ciò che mi sembra interessante è il fatto che questo splendido motore termico (che da solo sprigiona la bellezza di 663 Cavalli imbizzarriti) è associato a un motore ausiliario del tutto elettrico, che sprigiona 176 CV di potenza. Ma tranquilli: se c’è qualcuno che pensa di addormentarsi alla guida di un simile gioiello, ci pensa la ripresa di Ferrari 296GTB, la cui ripresa è assicurata da una coppia di 740 Nm. Ora che ci penso, non raggiungo quella velocità, neanche quando sono sul calcinculo. Dopotutto, ciascuno è infelice a modo suo.
Noto con piacere che il Cavallino Rampante di Maranello e il suo principale competitor, ossia il Toro imbufalito di Sant’Agata Bolognese, non sono rimasti con le mani in mano: nel corso di questi ultimi 10 anni hanno sviluppato nuovi sistemi di energia alternativa e spesso ibrida. Perciò, proprio come avevo dichiarato ben prima della Pandemia di questi ultimi anni, «in un simile contesto marchi storici e prestigiosi, come Ferrari e Lamborghini, rischiano di autocondannarsi all’estinzione, perché il loro blasone potrebbe non essere sufficiente a salvarle dal baratro»1.
E Voi, quand’è che avete previsto eventuali casi di cambiamento dell’occorrente in meglio, così da poter eccellere fra i Vostri pari?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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6 pensieri su “Ferrari 296 GTB: la GT Berlinetta”