Y10 e Ypsilon: l’utilitaria italiana di lusso

La Ypsilon, così come la conosciamo, non è sempre esistita. Contro il comune sentire, la madre naturale di Ypsilon non è la Casa Lancia di Chivasso, bensì la Autonbianchi. A dire il vero, in origine Ypsilon non si chiamava nemmeno così: il suo vero nome era Y10. Anche se è giusto ammettere che sui mercati esteri il modello era venduto sotto il marchio Lancia.

Y10: l’unione che porta alla sua nascita

L’Autobianchi nacque intorno a metà del Secolo XX dalla collaborazione tra Fabbrica Automobili e Velocipedi Edoardo Bianchi, Fiat e Pirelli, per far fronte alle difficoltà ereditate dalla Seconda Guerra Mondiale. Date queste premesse, la Y10 si trovava a dover dimostrare di essere la degna erede della A112 e dei di lei 15 anni di successi ‒ in termini di vendite ‒ sia sui mercati nazionali che su quelli internazionali. Ebbene, l’Autobianchi Y10 veniva presentata per la prima volta al Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra nel 1985. Gli esemplari furono fabbricati nello stabilimento della Bianchi a Desio ‒ nel mezzo della Brianza.

Y10: come distinguersi?

Anzitutto vorrei premettere che il sodalizio produttivo ha diviso la vita di questa Y10 in tre fasi.

Y10: prima serie

L’abitacolo della Y10 prima serie era equipaggiato con rivestimenti in moquette per il pavimento: questa era la soluzione adottata di serie su tutte le versioni che si collocavano all’interno di questa generazione. Per quanto riguarda i sedili, invece, essi erano dotati di rivestimenti in tessuto, mentre al vertice di gamma si trovava un ampio uso dell’Alcantara sui sedili, sulla plancia e sui pannelli porta. I vetri posteriori infine erano apribili a compasso con comando elettrico (conquista tecnologica recente di quei tempi).

Y10: seconda serie

Risale al febbraio del 1989 la presentazione della Y10 seconda serie. Eccezion fatta per la versione 4WD, tutti gli altri modelli erano dotati di coppe ruota dotate di nuovo disegno. Nei modelli di questa seconda serie fu operato un profondo cambiamento che interessò le tonalità dei gruppi ottici.

Y10: terza serie

Parliamo di terza serie per la Y10 a partire dal settembre del 1992, ossia proprio nel momento in cui lo stabilimento Autobianchi di Desio veniva chiuso e la relativa produzione spostata presso il vicino stabilimento di produzione Alfa Romeo di Arese. La particolarità, se si vuole, era il fatto che parte della produzione era fatta a Pomigliano d’Arco e un’altra parte a Mirafiori.

Lancia Y e Lancia Ypsilon

Passiamo ora alla distinzione fondamentale tra Lancia Y e Lancia Ypsilon.

Lancia Y

Lancia Y è stata prodotta e commercializzata dal 1995 fino al 2003, riscontrando un ottimo successo in termini di vendite (soprattutto all’interno del mercato italiano). Pensate che il progetto, da cui è nata, è partito nel lontanissimo 1992 (tanto per darvi dei riferimenti temporali: io ero ancora studente alle scuole elementari). L’obiettivo della Dirigenza era chiaro quanto complesso: quest’auto si sarebbe dovuta smarcare rispetto alla concorrenza per via della linea della carrozzeria, che risultasse alquanto innovativa, sofisticata, ma nel contempo accattivante e che, come se non bastasse, fosse anche in grado di evocare le sue progenitrici, ossia le Lancia Ardea e Appia, e su fino alla Y10. Insomma il risultato doveva essere una vera e propria macchina del tempo, che raccontasse il tempo della Casa di Chivasso. E pensate che tutta questa ricerca di significati, che si intrecciano tra loro, si esprime in sole tre porte e meno di quattro metri di lunghezza.

Lancia Ypsilon: prima e seconda serie

La Lancia Ypsilon, invece, è una vettura compatta del segmento B che è stata prodotta dalla Casa fondata dal Cav. Lancia a partire dal 2003; mentre la relativa seconda serie è in produzione dal 2011. Rispetto alla sorella maggiore, Lancia Ypsilon ha 5 centimetri in più di lunghezza, che le consentono di aggiungere due porte in più, per permettere ai passeggeri seduti sul divano posteriore di uscire in modo indipendente rispetto al conducente e al lato passeggero.

Lancia Ypsilon Versus: la Ypsilon secondo Versace

Tra le varie interpretazioni della piccola di Casa Lancia realizzate, una menzione merita Lancia Ypsilon Versus, ossia la visione giovanile della Maison della Medusa (nata dal genio di Gianni Versace). La Versus è stata prodotta in soli 1000 esemplari e messa sul mercato a partire dal 2009. Questa Ypsilon ha carrozzeria Bronzo Bronzino e interni e padiglione interpretati da D.na Donatella, sorella del grande Gianni Versace. Questa edizione di Lancia Ypsilon è dotata di cerchi Sport imbruniti da 16″. Il motivo, per cui ritengo che questa interpretazione di Lancia Ypsilon meriti una menzione, è il fatto che la Casa di Chivasso è da sempre espressione di autentica alta qualità e artigianalità italiane, così come la Maison della Medusa è da sempre espressione di alta gamma della Moda e della tradizione italiana. Insomma, Lancia Ypsilon Versus unisce in un unico prodotto la genialità e la bellezza meccanica nate dal Cavaliere della Bellezza e la genialità e la bellezza classica nate dall’intuito del Comm. Gianni Versace. Ambedue eccelse forme d’italica arte. Certo, mi sarebbe piaciuto pure che la musa D.na Donatella avesse riproposto anche Lancia Musa secondo la propria creatività.

Ypsilon e Lancia: pie illusioni

Ecco, con il ritorno sul mercato di una presenza italica che è significata tanto nell’universo automobilistico quanto nel mondo del segmento Luxury Brand Car, la Casa del Cav. Vincenzo Lancia nel nuovo millennio si è lanciata con alcuni progetti interessanti. Mi limito a citare solo quei pochi che mi sembrano interessanti. La nuova terza serie di Lancia Delta (il cui lancio sul mercato ha riscosso nei confini patrii un discreto successo di vendita) sembrava alludere alla possibilità di un piccolo rilancio del Marchio della Casa di Chivasso. Certo, la realize di inizio millennio fa qualche piccolo riferimento alla gloriosa Lancia Delta dei ruggenti Anni ’80. Anche se bisogna ammettere che la Lancia Delta originaria e la nuova Delta (terza serie) sono così diverse, che per i puristi è un’eresia anche il semplice accostarle. Il discreto successo della nuova Lancia Delta di terza serie pare comunque non abbia avuto seguito ‒ anzi, sembra che sia stato accompagnato fino alla morte naturale del medesimo. Le speranze erano così buone che la Casa del Cav. Vincenzo scelse di riproporre il glorioso modello della Lancia Fulvia. Purtroppo, però, la risposta del mercato è stata impietosa quanto silente: l’operazione revival, che non abbia alcun nesso con la vettura che porta un nome tanto glorioso, non è giustificabile dalla creazione di un modello Chrysler ‒ al quale è stato applicato il bollino della Casa di Chivasso. A dire il vero, l’ultimo vero successo della Casa del Cav. della Bellezza, sono state la Lancia Musa e la Lancia Ypsilon. Sì, perché Musa puntava al segmento di classe in cui si inserivano Fiat Idea e Hyundai Atos ‒ così, giusto per limitarci a due appunti. Ypsilon, invece, ha sempre puntato al segmento della nuova Fiat 500, di Opel Adam, di Audi A1 e forse anche di Volkswagen Lupo. Certo, il progetto della nuova Flavia (datato 2012) è stato abortito poco dopo il lancio dello stesso.

Ecco: se c’è una cosa che mi fa piacere, è il fatto che la piccola di casa Lancia abbia affrontato due cambiamenti di identità, per rimanere se stessa; se c’è una cosa che mi addolora, invece, è il fatto che a combattere questa battaglia e a tenere alto l’orgoglio della Casa di Chivasso, sia rimasta solo la piccola di Casa, ossia la Ypsilon. Ma questo già lo sapete.

Juan

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L’immagine, che ritrae le due Lancia Y10 esposte su un prato verde, è gentilmente concessa da https://www.flickr.com/photos/tonysphotos/https://www.flickr.com/photos/tonysphotos/2542772467/in/set-72157605374785242/, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9552972 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Autobianchi_Y10#/media/File:Lancia_Y10.jpg nelle dimensioni originarie di 2891 X 1480 pixel, che è stato copiato, incollato e pubblicato nelle medesime dimensioni su questo blog, nel presente post.

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15 pensieri su “Y10 e Ypsilon: l’utilitaria italiana di lusso

  1. Sarà il momento che acquisterò un auto nuova, nel momento in cui, rifaranno la mitica Y10 degli anni 80/90.In versione tecnologica, ovviamente.
    Era un gioiello da città.
    Come hanno fatto con la fiat500 o la minione.

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    1. Egr. Sig. Luciano Tarantino Castrignano,
      grazie mille per il Suo commento e la Sua passione e il Suo amore che condivide con tutti noi
      per me invece una delle Lancia più belle di sempre (oltre all’Aurelia) è la Thesis, che purtroppo però non ha avuto successo (e che trova descritta sempre in questo stesso blog)

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