Ormai mi conoscete: sapete che ho il pallino per gli esemplari unici (che poi non sono entrati in produzione). Quindi, oggi parlo di Alfa Romeo Alfasud Caimano ‒ anche nota solo come Alfasud Caimano.
Alfasud Caimano: grazie a Giorgetto Giugiaro
Questo concept è stato disegnato da Giorgetto Giugiaro, ed è stato presentato durante il Salone Internazionale dell’Automobile del 1971. Lo so che può sembrare banale ricordarlo, ma il modello di partenza è l’Alfa Romeo Alfasud. Ciò che mi è sembrato strano, è che la Casa del Portello aveva imposto di creare una vettura non destinata alla produzione in serie. Ecco perché ora ci troviamo davanti a un esemplare unico, e perché Giorgetto Giugiaro si è potuto sbizzarrire (in quanto a creatività), per creare un’automobile abbastanza lontana dagli schemi precostituiti. Elemento saliente di Alfasud Caimano è il parabrezza che fa un tutt’uno con le portiere. Certo, questa è una soluzione già adottata in precedenza su altri prototipi: si veda la Chevrolet Corvair Testudo del 1963, sempre a opera di Giorgetto Giugiaro nei tempi in cui lavorava per Bertone.
Alfasud Caimano: fa mostra di sé
Alfasud Caimano è stata a lungo esposta all’interno del Museo Storico Alfa Romeo di Arese. Ma Alfasud Caimano è stata anche esposta in occasione di mostre internazionali.
E voi, qual è il vostro progetto di maggior successo, al quale siete arrivati partendo da un’idea pregressa?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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