Se riprendiamo il discorso sul Product Placement, dopo aver visto i casi de Le origini ludiche della Bugatti Chiron e DeLorean: vernissage di un mito, ora si può continuare osservando più da vicino l’epopea di Ghostbusters (1984 e 1989). La Ecto-1, conosciuta anche col nome di Ectomobile, è una vecchia ambulanza, che viene modificata per le esigenze di scena, divenendo così l’auto ufficiale della squadra degli Acchiappafantasmi. Quest’automobile non è scelta a caso, poiché infatti il relativo modello, che viene scelto, è prodotto da un marchio prestigioso e molto sentito dal pubblico statunitense – ossia, il brand Cadillac.
Il successo, che ricevette il Gruppo Cadillac da quest’operazione pubblicitaria, fu elevato – dovuto soprattutto alla caratterizzazione del veicolo nel primo episodio della saga: benché non compia nessuna delle piroette, che ci si aspetterebbe all’interno di una produzione cinematografica, il veicolo si presenta come invulnerabile ai cataclismi scatenati dagli ectoplasmi, e agli spiriti medesimi.
Le imprese dei Ghostbusters hanno catturato l’adorazione di migliaia di spettatori, che – in risposta – hanno iniziato a collezionare personaggi e modellini in scala della saga.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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3 pensieri su “Ectomobile e Ghostbusters”