Ho scoperto che la bellissima Bugatti Chiron trae le sue origini da una vera e propria operazione di product placement. La sua antesignana, la Bugatti Vision Gran Turismo, è un prototipo creato in concomitanza con il modello sviluppato per il videogioco, di cui porta il nome – Gran Turismo, appunto –, presentata al Salone di Francoforte 2015.
“Sebbene la sua naturale erede Vision Gran Turismo non sia destinata a ricoprire il ruolo di vettura sportiva per un utilizzo stradale, ma piuttosto quello di bolide estremo, i tecnici Bugatti hanno voluto comunque incarnare i valori del marchio: ‘Arte, Forma e Tecnica’. Per raggiungere questi obiettivi sono stati coinvolti gli specialisti del team Dallara che hanno apportato la loro esperienza e conoscenza nel campo delle auto da competizione” (http://www.motori360.it/41670/bugatti-vision-gran-turismo-opera-darte-da-1-500-cavalli/#IlkpJOVwBEblsjYi.99).
“La Vision riprende la linea della Veyron ma estremizzata in chiave racing (http://www.automobilismo.it/bugatti-bugatti-vision-gran-turismo-2015-concept-design-auto-24074) […] e la livrea bicolore ricorda la Type 57 G Tank che ha vinto Le Mans nel 1937″. Emozioni che suscita una semplice livrea, per chi ne ha memoria. Com’è naturale, la somiglianza tra Vision Gran Turismo e Chiron c’è. Ciò, però, non toglie nulla al fascino che destano in me simili opere d’arte.
Juan
Ringrazio Paolo per la ricerca fotografica, che proviene dall’archivio del sito www.carbodydesign.com.

Anche se operazioni commerciali, queste showcar sono sempre auto affascinanti. Non dovendo essere prodotte, gli ingegneri non devono tener conto di molte limitazioni alle quali devono invece sottostare con le auto di produzione (contenimento costi, comodità per uso quotidiano, sicurezza pedoni che influisce sulla forma dell’anteriore, ecc…). Quelle che vengono fuori possono quindi essere modelli “puri” senza compromessi. Per quanto riguarda le livree, credo siano incredibilmente evocative… certe grafiche rimandano a ricordi ed emozioni che la nuova macchina promette di far rivivere. Penso ai colori Martini Racing, a quelli della Gulf, il bianco giallo e nero di Renault Sport, l’azzurro blu e rosso di BMW Motorsport, il blu della Subaru, il verdone delle Lotus… Bellissime!
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ciao Fabio,
grazie mille per il tuo interessantissimo contributo. Sono del tutto d’accordo con te, quando dici che «queste showcar sono sempre auto affascinanti». Mi trovo in parte d’accordo con la tua successiva dichiarazione, «Non dovendo essere prodotte, gli ingegneri non devono tener conto di molte limitazioni alle quali devono invece sottostare con le auto di produzione (contenimento costi, comodità per uso quotidiano, sicurezza pedoni che influisce sulla forma dell’anteriore, ecc…)». Il motivo, per cui non posso concordare in toto, è il fatto che, trattandosi di vetture prodotte da marchi blasonati, tali produttori non hanno problemi di contenimento dei costi di produzione, perché tanto li scaricano tutti sulla clientela esclusiva – cui i loro prodotti sono destinati. Sono, invece, d’accordo sulla ricerca per la sicurezza dei pedoni. Anche questa, però, in ultima analisi viene scaricata sul cliente danaroso. Trova il mio pieno assenso la conclusione del tuo primo ragionamento: «Quelle che vengono fuori possono quindi essere modelli “puri” senza compromessi». Trovo che sia, la tua, un’osservazione dal profondo valore estetico.
Riguardo al secondo tuo ragionamento, quello sulle livree, mi trovi d’accordo in toto. Il motivo di questa mia posizione è riscontrabile in un recupero/revival delle “identità storiche emotive” (se posso usare questa espressione, senza cadere in equivoco): pensa a cos’è stato – nel 2011 – l’uso della livrea blu per la 500 Italia, per festeggiare il 150° dell’Unità d’Italia.
Questa dinamica si è, in questi ultimi anni, accentuata anche in altri campi: pensa alla Musica, al Cinema e alla Moda, dove si è assistito a un recupero forte degli stili caratteristici degli Anni ’60, ’70, ’80 e, in questo periodo, anche ’90. Riguardo al Cinema, pensa che addirittura sono da poco (non più di 2 anni fa) nati canali che mandano in onda solo pellicole di quegli anni. In ambito musicale, ora si assiste a un recupero forte della musica degli Anni ’70 e ’80. Per non parlare degli stilisti che negli ultimi 12 mesi sembrano aver riscoperto all’improvviso la moda di quegli anni (…esclusi i pantaloni strappati – ovvio).
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