Anche oggi tratto di cinema. Ma ormai lo sapete che ne parlo solo se ha qualche pertinenza col mondo delle auto. Quindi l’argomento odierno è The Truman Show.
Il film mi è piaciuto perché sviluppa un vero e proprio Bildung’s Roman. Che porta il protagonista alla liberazione dalla gabbia sociale in cui è sempre vissuto. Non voglio annoiarvi col pippone interminabile sul bene e il male. Anche perché questo blog non è lo spazio adeguato per farlo. Ma l’altro motivo per cui voglio parlarvi di questa pellicola è l’auto che guida Truman. Ossia una Ford Taurus del 1996.
Mi riferisco alla vettura che l’Ovale Blu del Michigan ha prodotto fra il 1986 e il 2019. Ma oggi a noi interessa solo la seconda serie. Ossia, la versione prodotta fra il 1966 e il 1999. E il motivo di cotanto interesse è proprio il fatto che un esemplare di questa versione compaia nel film con protagonista Jim Carrey. L’auto infatti per Truman è anche il modo per iniziare a capire il grande inganno. E per cercare di allontanarsene. Senza tuttavia riuscirci. Truman ci riuscirà solo quando affronterà la più ancestrale delle sue paure. Ossia, il mare che anni prima gli aveva portato via il padre. Ma questo fa parte di un altro discorso, rispetto al tema odierno.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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