Oggi ho deciso che parlerò un po’ dell’Audi TT (anche se non sono solito farlo a proposito delle vetture tedesche, perché – come sapete – preferisco le glorie italiane). Certo, parlerò proprio della sportiva tedesca che ha rivoluzionato il design di fine Anni ’90 del XX Secolo. Sì, perché, anche se l’Audi TT era stata presentata già al Salone di Francoforte del 1995, di fatto non venne commercializzata prima del 1998. L’Audi TT è stata realizzata in due versioni: una coupé e una roadster.
Ecco: per parlare di me, devo per forza fare riferimento a una vettura che è significata qualcosa nella mia giovinezza – e l’Audi TT è davvero significata qualcosa nella mia mente di ragazzo delle scuole superiori. Ricordo che quando vennero commercializzati i primi modelli, io potevo essere in seconda o terza superiore.
Audi TT: l’auto con cui sognavo di conquistare Claudia Schiffer
Ma iniziamo dal nome: TT sta per Tradition und Technik (e non per Tourist Trophy, come di solito si è portati a pensare). Perché ciò che mi ha sempre affascinato della linea dell’Audi TT, è sempre stato il richiamo alla tradizione ma con una forte vocazione alla modernità. Ecco, quando ero ragazzo (quindi, parlo di almeno 20 anni fa), io pensavo: certo che se andassi in giro alla guida di una macchina del genere, avrei sempre seduta sul sedile accanto a quello del guidatore Claudia Schiffer. Ma all’epoca potevo solo sognare un’automobile come l’Audi TT e una compagna come la Schiffer, per il semplice motivo che non avevo neanche la patente. Perché ho scelto di prendere la patente di guida molto tardi: ossia, ho scelto di prendere la patente coi miei soldi, per non gravare sull’economia dei miei genitori, che già dovevano sostenere altri impegni economici.
E voi, quali erano i vostri sogni di grandezza, di quando eravate ragazzi?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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3 pensieri su “Audi TT: quando sognavo Claudia Schiffer”
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