Eh chi se la dimentica una macchinina così? Era la celebre Dune Buggy di Bud Spencer e Terence Hill nel loro celebre film “…Altrimenti ci arrabbiamo!”. Il modello, costruito dalla Puma, era l’oggetto del contendere tra i due celebri attori italiani, da una parte, e la banda di scagnozzi al servizio del “Capo”, dall’altra.
Fin dagli Anni ’20-30 del XX Secolo, negli Usa, i giovani mescolavano parti di motocoltivatrici e altre di vecchie Ford T, adattandole per i terreni sabbiosi ‒ come quelli delle spiagge. Queste vetture avevano le ruote larghe con gli pneumatici depressurizzati, apposta per muoversi con più agilità nelle dune di sabbia.
Poi, arrivarono sul mercato Usa i Maggiolini della Volkswagen in gran numero. Così ci fu chi si accorse, che la leggerezza e la motricità di queste vetture si abbinavano bene con la marcia su sabbia. In fondo, bastava eliminare la carrozzeria e viaggiare con il solo telaio. Semmai occorreva sostituire le gomme con grossi pneumatici, ai quali bastava abbassare la pressione.
Il basso costo dell’operazione di tuning contribuì a determinare il successo della modifica. E voi, qual è il vostro sogno che, una volta ridimensionato, si è trasformato, a tal punto da rendervi più orgogliosi di prima?
Juan
L’immagine della Dune Buggy “rossa con capottina gialla”, proposta in apertura del presente post, è gentilmente concessa da Micap – VHS, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=3055121.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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5 pensieri su “Una carriola rossa con capottina gialla”
Oltre al ricordo di quel bellissimo film (l’avrò visto una decina di volte…), ricordo anche che la Puma, su richiesta, ti poteva spedire il Dune Buggy a casa da montare. Sarebbe stato bello, non tanto per risparmiare qualcosa, quanto per la soddisfazione di “costruirsi” la propria macchina. Peccato, un sogno non realizzato! La Puma faceva anche un piccolo modello sportivo a due posti (anch’ esso eventualmente da montare), esteticamente era una “mini Ferrari” e per entrare si alzava il parabrezza col tetto!
che bei ricordi che hai Fabio,
grazie mille per averli condivisi con tutti noi
per quanto mi riguarda, preferisco di gran lunga la comicità semplice di Bud Spencer e Terence Hill, fatta di mimi e cazzotti, ad altre troppo artificiali o equivoche – per essere comprese
Oltre al ricordo di quel bellissimo film (l’avrò visto una decina di volte…), ricordo anche che la Puma, su richiesta, ti poteva spedire il Dune Buggy a casa da montare. Sarebbe stato bello, non tanto per risparmiare qualcosa, quanto per la soddisfazione di “costruirsi” la propria macchina. Peccato, un sogno non realizzato! La Puma faceva anche un piccolo modello sportivo a due posti (anch’ esso eventualmente da montare), esteticamente era una “mini Ferrari” e per entrare si alzava il parabrezza col tetto!
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che bei ricordi che hai Fabio,
grazie mille per averli condivisi con tutti noi
per quanto mi riguarda, preferisco di gran lunga la comicità semplice di Bud Spencer e Terence Hill, fatta di mimi e cazzotti, ad altre troppo artificiali o equivoche – per essere comprese
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