Maserati Bora: la super-voiture italo-francese

Maserati Bora

la supercar italo-francese

Questo gioiello è stato creato dalla Casa del Tridente tra gli anni 1971 e 1978, e presentata al Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra nel mese di marzo del 1971. Dunque, parliamo di questa creazione in piena era Citroën. L’idea era quella di realizzare una supercar che potesse competere con la Miura della Lamborghini e la Mangusta della De Tomaso ‒ senza contare che a quell’epoca era già nell’aria un analogo progetto della Ferrari. Il suo nome in codice era Tipo 117. Ma alla fine assunse quello definitivo di Bora, usato in fase di commercializzazione.

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Maserati Bora

la meccanica

Aveva il telaio in monoscocca di acciaio e, in aggiunta, un piccolo telaio ausiliario al retrotreno, dedicato al sostegno di motore e trasmissione. Oltre a sospensioni indipendenti su ciascuna ruota con molle a spirale (per la prima volta su una Maserati creata per la strada), ammortizzatori telescopici e barre antirollio. L’idraulica a elevata pressione dei francesi fu riadattata, per l’azionamento di freni a disco autoventilanti, servosterzo (e relativa colonna orientabile), frizione monodisco a secco e pedaliera regolabile.

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Maserati Bora

concorrente di Countach e 512 BB

Quanto al motore, Maserati scelse di montare una versione migliorata del proprio V8 bialbero longitudinale, che sprigionava 310 CV a 6000 giri/min. La carrozzeria era stata disegnata da Giugiaro e realizzata dalle Officine Padane di Modena. Senza dubbio la linea era molto bella e leggera allo sguardo, ma di certo il profilo era più robusto di quello della Lamborghini Countach, o di una Ferrari 512 BB.

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E voi, qual è il vostro sogno che avete coltivato più a lungo e con più cura? Oppure, qual è il sogno, per il quale avreste voluto, che nessuno potesse copiarvi?

Juan

L’immagine della Maserati Bora, proposta in apertura del presente post, è gentilmente concessa da nakhon100 – Maserati Bora, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=37768368.

L’immagine, che presenta la vista posteriore della Maserati Bora, è gentilmente concessa da nakhon100 – Maserati Bora, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=37768370.

L’immagine della Maserati Bora, pensata apposta per il mercato USA, è gentilmente concessa da tandemracer – https://www.flickr.com/photo_zoom.gne?id=220789452&size=o, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2311312.

L’immagine della Maserati Bora, ripresa al Concorso d’Eleganza di Greenwich 2013, è gentilmente concessa da Mr.choppers – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=26781176.

10 pensieri su “Maserati Bora: la super-voiture italo-francese

  1. Esteticamente mi sembra un po’ “pesante” dietro. Pare però abbia soluzioni innovative come la regolazione del volante e dei pedali e il sistema idraulico. Personalmente trovo importante per il piacere di guida, sentirsi a proprio agio quando ci si mette al volante. Anche su una macchina normale, figurarsi su una sportiva! Una volta, leggendo la prova della Ferrari 308 gtb fatta da Michele Alboreto, nei difetti c’era la pedaliera dissasata a destra. L’ho trovato “scandaloso”. Col cambio manuale, la frizione non leggerissima, il gusto di scalare in modo sportivo facendo il punta-tacco… Tutto con una pedaliera “non al posto giusto”! Probabilmente era tecnicamente impossibile fare meglio (es. la ruota che rientra troppo nell’abitacolo) però la posizione di guida per me è fondamentale. Devi sentirti bene, devi “godere” già a sederti.

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    1. ciao Fabio,
      grazie mille per il tuo contributo. Hai del tutto ragione: l’auto è “un po’ pesante dietro”, perché lì vi è alloggiato il motore e la trasmissione. Quanto alle “soluzioni innovative”, ne trovi esplicita menzione nel corpo del testo (del post stesso, intendo).
      Quanto, poi, al piacere di guida, hai del tutto ragione. Se, poi, parliamo di Alboreto, posso solo inchinarmi davanti alla sua esperienza e maestria.

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      1. … ah, dimenticavo di specificare che, come trovi riportato nel testo del post, motore e trasmissione sono alloggiati in un telaio ausiliario, che incrementa il peso della parte posteriore – a conferma della tua tesi

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