Oggi mi allargo. E torno a un tipo di discorso che di solito mi piace. Ossia il cinema (purché legato alle auto). L’argomento odierno infatti è il film “I poliziotti di riserva”. Mentre l’auto è la Toyota Prius.
Mi riferisco a una tra le vetture ibride più vendute al mondo. Il suo nome è preso paro paro dal vocabolo latino prius, che significa sia prima (nel senso dell’avverbio temporale) che primo (come aggettivo che presuppone un secondo). Da ciò si può capire il profondo valore culturale che ha permesso alla vettura di raggiungere un simile successo commerciale. La casa nipponica infatti considera se stessa la prima (in ordine temporale) ad aver costruito una vettura con tale filosofia (di motorizzazione ibrida), oggi molto diffusa.
Al momento si contano ben 5 generazioni di Prius + una. La serie bonus è la Prius+. Il primo lancio di quest’auto è stato fatto in Giappone nel 1997. Ma bisogna attendere il 2000 per vedere il lancio di tale auto su scala mondiale. Comunque sia, la prima serie ha coperto l’arco di tempo 1997-2003. La seconda, la finestra 2003-2009. La terza è vissuta tra il 2009 e il 2015. La quarta ha attraversato tutto il biennio della Pandemia, essendo partita nel 2015 e terminata nel 2022. La quinta è cominciata con la fine della Pandemia (2022) e va avanti tutt’ora. La versione Prius+ invece si presenta come monovolume a sette posti. Dunque ha le dimensioni di una famigliare. Quindi la Prius+ occupa il segmento di Renault Espace, Ford S-Max e Lancia Phedra (prima serie). Non so perché ma ci vedo anche qualcosa della Tesla Model Y. Soprattutto nel portellone posteriore.
di Supernino – http://www.hd-trailers.net/, soggetto: Screenshot autoprodotto dal trailer del film I poliziotti di riserva, dimensioni originarie: 1366x641px, Licenza: Copyrighted, Questa immagine è uno screenshot relativo a un film protetto da copyright. Si ritiene che esso possa essere riprodotto su Wikipedia, limitatamente alle voci che riguardano direttamente l’opera, in osservanza dell’articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, modificata dalla legge 22 maggio 2004 n. 128, poiché trattasi di «riassunto, […] citazione o […] riproduzione di brani o di parti di opera […]» utilizzati «per uso di critica o di discussione», o per mere finalità illustrative e per fini non commerciali, e in quanto la presenza in Wikipedia non costituisce «concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera». In osservanza del comma 3, deve sempre essere presente la «menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta». Questa immagine non può essere utilizzata per altri scopi senza il previo assenso del titolare dei diritti., Questa immagine può essere inserita solo nelle voci che riguardano direttamente l’opera (ad esempio non nelle voci sugli attori o registi, o nelle pagine utente).È consentita una sola immagine con questa licenza per ogni voce. Lo screenshot deve essere catturato (non copiato online) dall’utente che provvede al caricamento del file. Il contenuto non deve presentare watermark digitali (a meno che non esistano alternative) e non deve essere modificato o ritagliato (bande nere escluse). I file non liberi devono rispettare la Exemption Doctrine Policy. Vedi il manuale d’uso.detentore del copyright: Sony Pictures, nome file: Gli altri due.jpg, file creato e caricato in data: 17 luglio 2010, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/I_poliziotti_di_riserva#/media/File:Gli_altri_due.jpg, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=3044579
Prius di riserva: al cinema
Tranquilli: non mi sono dimenticato del collegamento col cinema. Infatti voglio parlare del film “I poliziotti di riserva” (il cui titolo originale è The Other Guys). In questa pellicola gli agenti Allen e Terry si muovono a bordo della Toyota Prius del primo. Ma la vettura è da tutti giudicata oscena. Al punto che nel Distretto tutti dicono che il veicolo è una V4G1N4 sulle ruote. Certo, anche se in modo comico, la Casa giapponese ha usato questo film per fare un product placement della sua celebre vettura ibrida. La pellicola è secondo me spassosa, perché fa la parodia di tutto il genere poliziesco e dei relativi luoghi comuni. Ora credo capiate perché questo post avrei voluto titolarlo “V4G1N4 di riserva”. Ma per ovvi motivi di decenza non ho potuto.
E voi, quando siete riusciti finalmente a eccellere, senza essere più oscurati da celebrità e prestigio altrui? Suggerimento: potete rispondere anche senza aver visto il film.
Poiché ho per tempo chiesto il permesso all’Ufficio PR di Sony Italia di pubblicare questo post, senza tuttavia ricevere alcuna risposta, in base al criterio del silenzio-assenso mi ritengo autorizzato a farlo
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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Juan Vedi tutti gli articoli di Juan