Oggi voglio tornare a parlare con voi di una Carrozzeria che è significata tantissimo per la storia del design automobilistico italiano: mi riferisco alla Vignale.
E pensare che questa carrozzeria è vissuta meno di 30 anni. A dire il vero ha operato dal 1946 al 1974. Ma voglio cominciare il discorso dalla giovinezza del carismatico fondatore, Alfredo Vignale. Appena finita la Quinta Elementare, Alfredo andò a garzone presso l’Officina Ferrero e Morandi (che creava scocche per carrozze e automobili). Già nel 1930 il giovane era un abile battilastra: per questo motivo fu assunto dal Pinin nazionale. Proprio dal Farina Alfredo apprese ad annotare con un gessetto le correzioni sulla carrozzeria grezza. Questo fu il metodo di lavoro cui rimase fedele fino alla fine.
Fu così che a fine ottobre del 1946 Alfredo fonda a Torino la Carrozzeria Vignale. Le prime commesse vennero dalla Cisitalia e dalla Ferrari (che grazie ai suoi lavori vincerà le tre edizioni consecutive della Mille Miglia tra il 1951 e il 1953). Seguirono anni di successi ai vari concorsi di eleganza. Ma le scarse vendite dei modelli coupé Eveline e Samantha (su meccanica di Fiat 124 e 125) fecero capire al patrón Alfredo che l’epoca delle special su meccaniche di grande serie stava per finire. Tra i suoi capolavori vorrei ricordare la Ferrari 166. Il successo ottenuto fu tale, che non mancarono collaborazioni anche con Case estere ‒ come la Triumph Motor Company, né clienti anche da Oltreoceano. Tanto che alcuni dirigenti della Rowan Industries (legata al lato commerciale di General Motors e Ford) vennero nel Belpaese per trattare l’acquisto della Carrozzeria di Alfredo. Poi, come tutti i bei sogni, anche questo finì troppo presto con la morte improvvisa di Alfredo nel 1969. Alla cui morte seguì il trasferimento dell’Azienda sotto il controllo della Ford.
E voi, quand’è che avete compiuto un’impresa tale che avete sentito di essere vissuti due volte?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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4 pensieri su “Fu 2 volte Vignale”