Faena era il concept di Sant’Agata Bolognese carrozzato da Frua e presentato al Salone Internazionale dell’Automobile di Torino nel 1978 ‒ e lo è ancora, a dire il vero. Il nome scelto per questo capolavoro è quello che identifica il terzo e ultimo atto della corrida (cioè quello che si chiude con la stoccata ferale). Lamborghini Faena fu costruita a partire da una Lamborghini Espada. Rispetto alla vettura madre il passo fu allungato di un buon 17 cm abbondanti, per dare maggior abitabilità ai passeggeri che avessero occupato i sedili posteriori. Ciò comportò un aumento del peso dell’auto di circa 200 kg. Dal punto di vista meccanico, la Faena conservò tutte le caratteristiche della Espada.
E voi, qual è la vostra impresa che ritenete più figlia di un vostro anteriore successo?
Juan
L’immagine proposta in apertura del presente post è gentilmente concessa da Buch-t – Opera propria, Pubblico dominio «Io, detentore del copyright su quest’opera, la rilascio nel pubblico dominio. Questa norma si applica in tutto il mondo. In alcuni paesi questo potrebbe non essere legalmente possibile. In tal caso: Garantisco a chiunque il diritto di utilizzare quest’opera per qualsiasi scopo, senza alcuna condizione, a meno che tali condizioni siano richieste dalla legge.», col nome del file: Lamborghini Faena 1978 schräg.JPG, creato in data: 1 gennaio 2010, nelle dimensioni originarie di 3648x2736px, che è stato scaricato dall’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Lamborghini_Frua_Faena#/media/File:Lamborghini_Faena_1978_schr%C3%A4g.JPG, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11670724, nelle medesime dimensioni, incollato e pubblicato nelle suddette dimensioni su questo blog, nel presente post.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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Un pensiero su “Lamborghini Faena: il concept di Frua”
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