Se qualcuno (o qualcuna) non si ricorda la trama, non voglio togliergli (o toglierle) il piacere di rileggere (o rivedere) questo capolavoro della letteratura nordamericana e del cinema dell’ultimo decennio del Secolo Breve. Perciò mi limiterò a parlare dell’auto con la quale l’avvocato della mafia arriva in prossimità del bosco, dove il protagonista e il di lui fratello lo vedono, mentre si suicida. Ecco, questo è solo l’incipit del film.
Questo cappello mi è servito per poter introdurre il tema che mi interessa, ossia l’auto dell’avvocato della mafia ‒ cui ho fatto riferimento poco fa. Ebbene, si tratta di una Cadillac con allestimento Brougham. Ecco che i più accorti di voi mi faranno questa netta obiezione: «ancora ci trituri le palle con questa storia del product placement»? Sì, vi rispondo. Anzi, farò anche di più.
Ora vi chiedo: qualcuno sa per caso di che modello di Cadillac si tratta nello specifico?
Juan
L’immagine della Cadillac con allestimento Brougham parcheggiata fuori dalla Jefferson Inn & Restaurance, proposta in apertura del presente post, è gentilmente concessa da CZmarlin — Christopher Ziemnowicz, releases all rights but a photo credit would be appreciated if this image is used anywhere other than Wikipedia. Please leave a note at Wikipedia here. Thank you! – Own work, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7134372 ed è reperibile all’indirizzo: https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Cadillac_Brougham#/media/File:1991_Cadillac_Brougham_gold-edition_black_fl.jpg nelle dimensioni originali di 2592 X 1944 pixel, che è stata copiata nelle medesime dimensioni, incollata e pubblicata su questo blog, nel presente post
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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