Oggi voglio parlare della Bizzarrini e del suo creatore, Giotto Bizzarrini: secondo me, un genio incompreso. Spero riusciate a capire (e soprattutto a seguire) il filo logico dei miei pensieri abbastanza contorti.

Giotto Bizzarrini: chi è?
Dopo aver maturato significative esperienze in Alfa Romeo, Ferrari, Iso Rivolta e Scuderia Serenissima, nel 1964 Giotto Bizzarrini decise di realizzare con le sue mani le vetture dallo spirito sportivo, che per anni aveva creato per altri. Ecco che così fondò la Prototipi Bizzarrini. Il primo modello, al quale lavorò in modo indipendente, fu la Iso Grifo A3C. Proprio per via delle divergenze prospettiche tra l’ingegnere di Livorno e la proprietà del Grifone di Bresso, che Giotto fonderà la propria azienda.

Bizzarrini 5300 GT Strada: chi è?
Già nel 1965 l’Ingegnere livornese produceva la Bizzarrini 5300 GT Strada in soli 133 esemplari. Bizzarrini 5300 GT Strada, accolta da un ottimo giudizio critico, resterà in produzione fino al 1968. Benché il competitor di maggior spessore in quel momento fosse il Cavallino Rampante di Maranello con Ferrari 275 GTB e GTS, Ferrari 330 e Ferrari 250 GTO. Il design della Bizzarrini 5300 GT Strada doveva molto al lavoro fatto da Giorgetto Giugiaro per la Iso Grifo A3C della Iso Rivolta alle porte di Milano.

Bizzarrini 5300 GT Strada: un’opera d’arte
L’aspetto particolare di quest’auto era il fatto che la seduta era collocata quasi a livello del pavimento dell’auto. Il guidatore, entrando nell’abitacolo, si trovava in posizione quasi sdraiata. Soluzione pressoché comune alle vetture supersportive di oggi. Ma forse non all’epoca. Non solo: ma il sedile era costruito su misura per lo specifico cliente. Il che era già sufficiente a fare della Bizzarrini 5300 GT Strada un’opera d’arte.

Bizzarrini 5300 GT Strada: capolavoro su misura
Il motore era un V8 Chevrolet di 5385 centimetri cubici, che erogava una potenza di 365 CV. Il cambio manuale a 4 velocità era montato su specifica richiesta del cliente secondo due schemi di trasmissione opzionabili. Con la trasmissione corta la Bizzarrini 5300 GT Strada andava da 0 a 100 chilometri orari in meno di 6,5″ e raggiungeva una velocità massima di 250 km/h. Con quella lunga, invece, si raggiungevano anche i 280 chilometri orari. Vorrei far notare che Bizzarrini permetteva a tutti i suoi clienti di “aggiornare” la loro Bizzarrini 5300 GT Strada. Ciò grazie all’applicazione di quattro carburatori Weber 45 DCOE con doppio corpo di cammes. Così si consentiva alla Bizzarrini 5300 GT Strada di viaggiare fino a 300 chilometri orari ed esprimere una potenza che arrivava fino a 400 CV.

Bizzarrini 1900 GT Europa: 17 esemplari unici
L’anno dopo (1966) Giotto presentava la Bizzarrini 1900 GT Europa. In questo caso la Bizzarrini 1900 GT Europa usava un motore Opel Rekord di 1700 centimetri cubi di cilindrata. E Bizzarrini 1900 GT Europa vide la luce grazie al progetto Opel 1900 della General Motors, il gigante d’Oltreoceano che anni dopo produsse la Opel GT. Certo, il gigante nordamericano prese le distanze dal progetto italiano. Ciò tuttavia non impedì che Bizzarrini 1900 GT Europa condividesse con Opel GT il medesimo pianale, sviluppato proprio a partire dal progetto Opel 1900. In tutto, di Bizzarrini 1900 GT Europa, ne furono realizzati 17 esemplari (una serie superlimitata, si direbbe), anche se il progetto era quello di avviarne la produzione in serie. E così avvenne, perché i singoli esemplari erano perlopiù dei prototipi, che differivano alquanto gli uni dagli altri. Tanto per dimostrare l’unicità di ogni esemplare, uno di questi 17 pezzi pressoché unici fu realizzato e “coperto” da una carrozzeria di tipo barchetta.

Bizzarrini P538S: esclusa per manifesta superiorità
Nel 1966 nacque anche la Bizzarrini P538S. Ma andiamo con ordine: che significa una sigla del genere? P indica il tipo di trazione (Posteriore), 53 si riferisce alla cilindrata del motore di 5300 centimetri cubi (di derivazione Corvette), 8 indica il numero dei cilindri del motore V8. S, infine, sta per Sportcar. Due esemplari di questo modello proprio nel 1966 parteciparono alla 24 Ore di Le Mans, ma si dovettero ritirare dopo pochi giri. Ciò, che mi sembra importante osservare, è il fatto che un esemplare fu motorizzato con un V12 proveniente dalla Lamborghini. Il propulsore fu potenziato (su specifica richiesta del cliente statunitense) per competere nelle gare dello Sports Car Club of America. Ironia volle che questo esemplare di Bizzarrini P538S fosse escluso dalle competizioni per manifesta superiorità.

Bizzarrini Manta: la più celebre
Ma forse il prototipo più conosciuto di Bizzarrini è la Bizzarrini Manta del 1968. Il progetto è importante anche perché fu il primo lavoro di Giorgetto Giugiaro, dopo che questi uscì da Bertone ed ebbe creato la sua società Italdesign Giugiaro. Il motore del prototipo Bizzarrini Manta era un V8 Chevrolet, dotato di una cilindrata di 5359 centimetri cubici che sprigionava una potenza di 400 CV. Certo, la carrozzeria mi fa pensare un po’ a quella a cuneo della Lamborghini Diablo. Senza dimenticare che molti elementi estetici di Bizzarrini Manta saranno ripresi da Italdesign Giugiaro Quaranta. A distanza di 40 anni è bello pensare che certi canoni estetici non sono ancora passati di moda. E forse non lo saranno mai.

Bizzarrini BZ-2001: il nome che arriva fino ai giorni nostri
Nel 1989 un gruppo di appassionati di sport motoristici di Ascoli Piceno tentarono di costituire una società che realizzasse copie delle vetture dell’Azienda di Livorno. Ma l’Ingegnere livornese non diede il proprio consenso. La contrarietà dell’Ingegnere di Livorno non impedì tuttavia a questi giovani di realizzare la Picchio Barchetta, una sportiva alimentata da motore BMW. L’anno dopo (1990) Bizzarrini, il marchio di Livorno, collaborò con il Cavallino Rampante di Maranello per realizzare la Bizzarrini BZ-2001, vettura estrema costruita sulla base della Ferrari Testarossa.

Bizzarrini: genio incompreso
Ecco che si arriva al tema che ho proposto all’inizio: se la Prototipi Bizzarrini non è decollata come impresa, credo che sia perché non è stato compreso appieno il genio dell’Ingegnere Giotto Bizzarrini. Perché ci sono altri progetti (anche nella storia recente) che sono decollati alla grande, invece. Un esempio di ciò può essere la Mazzanti Automobili ‒ tanto per restare in Toscana. Un altro è la Koenigsegg Automotive ‒ tanto per fare un altro nome internazionale noto a tutti.
E voi, qual è il vostro sogno più breve, che però riaffiora sempre alla memoria? Oppure, qual è il vostro sogno più irraggiungibile (giudicato da tutti il più pindarico), per il quale siete stati giudicati alla stregua di “inguaribili sognatori”?
Juan
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Un ottimo articolo, molto dettagliato. Complimenti!
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Preg.ma Sig.ra CD,
grazie mille per il Suo complimento e per il tempo che mi ha voluto e potuto dedicare
anche perché ho fatto una certa fatica a essere così “dettagliato” – come dice Lei. Di solito, quando scrivo un post, mi limito ad accennare i contenuti, di modo che i lettori possano approfondire le informazioni tramite ricerche autonome. Insomma, ho la consuetudine di scrivere i miei post, per stimolare la curiosità dei miei lettori. Stavolta ho fatto un’eccezione piccola – molto piccola.
Grazie ancora.
Juan
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