Fiat Ritmo: dà ritmo alla strada

Fiat Ritmo e l’Italia degli Anni ’80

Questa volta vi voglio parlare di un’auto, che sembra essere passata sottotraccia, ma in realtà è stata importante per l’Italia degli Anni ’80, ossia la Ritmo. È una vettura prodotta dalla Fiat dal 1978 al 1988. Una cosa, che mi sembra importante notare, è il fatto che quest’auto è stata prodotta in due diverse versioni (la seconda, però, solo a partire dal 1982), ma venne poi sostituita dalla Tipo.

Fiat Ritmo e i mercati anglofoni

Può sembrare strano, ma la Ritmo ‒ nei mercati anglofoni ‒ assunse il nome Strada.

Fiat Ritmo: dalle concorrenti all’Ufficio Marketing

Poiché l’obiettivo era mantenere il passo delle concorrenti (soprattutto Volkswagen Golf e Renault 14), l’Ufficio Marketing assunse un’importanza rilevante, facendo valere il proprio orientamento verso una vettura a 2 volumi e dotata di portellone posteriore e abitacolo interno per 5 persone. Fu così che il Centro Stile Fiat, guidato da Gianpaolo Boano, realizzò una piccola berlina. La Ritmo fu la prima automobile italiana ad avere i paraurti integrati nel corpo vettura.

Fiat Ritmo: seconda Auto dell’anno nel 1979

La meccanica, invece, era quella ereditata dalla 128: ossia, trazione anteriore, sospensioni a ruote indipendenti MacPherson anteriori, mentre in posizione posteriore c’era un balestrone trasversale e un sistema frenante di tipo misto. Aveva un cambio manuale di 4 o 5 marce. La Fiat Ritmo debuttò al Salone Internazionale dell’Automobile di Torino del 1978. La macchina era così innovativa, che nel 1979 si collocò al secondo posto della classifica ‒ come Auto dell’anno.

E voi, qual è l’impresa, cui avete dato più ritmo, per ottenere l’esito ambito?

Juan

L’immagine della Fiat Ritmo 75, proposta in apertura del presente post, è gentilmente concessa da order_242 from Chile – Fiat Ritmo Super 75 1982, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34574956.

L’immagine della Fiat Ritmo Strada è gentilmente concessa da CarbonCaribou – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3568033.

L’immagine della Fiat Ritmo 60, seconda serie, è gentilmente concessa da unknown, affiliated with Garage de l’Est, digitally modified and uploaded by User:328cia – Garage de l’Est website (http://www.delest.nl) archive page, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1421309.

L’immagine della Fiat Ritmo Cabriolet, nella versione carrozzata da Bertone, è gentilmente concessa da Lucarelli – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4572301.

L’immagine della Ritmo Abarth 130 TC è gentilmente concessa da Tony Harrison from Farnborough, UK – 2011 NEC Classic Car Show Fiat Strada Fiat Motor Club Display DSC_2179, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17643478.

7 pensieri su “Fiat Ritmo: dà ritmo alla strada

  1. La Ritmo me la ricordo bene! Appena uscita mio padre ne comprò una. Aveva portato a casa un catalogo e lo sfogliammo tutti insieme proponendo le proprie preferenze (mi sa che mio padre però aveva già deciso e ci faceva solo divertire un po’). Alla fine si scelse una motorizzazione tranquilla, 4 porte e di colore carta da zucchero. E meno male, perché io avevo scelto un orribile verde pisello. Forse però era troppo tranquilla… A distanza di qualche mese gli fece montare il motore della 105 Tc, di “nascosto”, senza rifare l’immatricolazione. Una vera piccola bomba! Cose impensabili oggi…

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    1. … che ricordi… !!! pensa, Fabio, che i genitori di un mio carissimo amico d’infanzia avevano la Ritmo 60 – e la usavano per tutto. Anche per scarrozzarci a scuola. Mio padre, invece, all’epoca aveva una Fiat Regata 100 i.e. color grigio metallizzato – e anche lui a volte ci scarrozzava a destra e a manca.

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      1. Della Regata mi ricordo quella del lavoro, una sw diesel. Aveva 90 cv (mica chissà quanti!) ed una bella “leggerezza di guida”. Lì ho scoperto quanto erano piacevoli le FIAT. Ero anche stupito da quanto fosse brillante con così pochi cv!

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          1. … poi, sai, all’epoca mi sembrava insensato che una macchina costasse più di un’altra: per forza, non ero ancora in grado di capire le differenze in termini di prestazioni, affidabilità del motore, o tra utilitaria e vettura di segmento premium – tanto meno sapevo della differenza tra supersportiva e muscle car (che ho appreso solo di recente)… insomma, del fantastico mondo delle automobili non sapevo proprio nulla

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