Quando Alfa Romeo era l’Alfiere in DTM

Alfa Romeo 155 V6 TI in DTM

Non so se c’è qualcuno che si ricorda di questa macchina: era l’Alfa Romeo 155 V6 TI, realizzata apposta per competere nel campionato teutonico DTM. Tutto partì dalla decisione di Giorgio Pianta, capitano dell’Alfa Corse, che volle entrare in questo torneo, per il prestigio che ne avrebbe ottenuto la Casa del Portello e per l’esclusività del circuito.

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Il campionato DTM

e gli analoghi internazionali

Il DTM, infatti, era il torneo di Turismo tedesco riservato alle vetture dei prestigiosi marchi Mercedes, BMW, Audi e Opel, dal livello tecnico assai elevato. I motori di questa categoria dovevano avere una cubatura di 2,5 Litri. Mentre, nelle analoghe competizioni internazionali, gli stessi motori avevano una cilindrata di 2.000 cc.

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Alfa Romeo 155 V6 TI campionessa in DTM

Insomma, la Casa del Biscione si permetteva l’impertinenza di sfidare i blasonati marchi germanici a casa loro. E lo faceva nel modo che le avversarie meno si aspettavano: con un motore V6 (da regolamento) che sprigionava 450 CV e con trazione integrale permanente, mentre le avversarie arrivavano al massimo a 375 CV.

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Alfa Romeo 155 DTM: il motore

Il motore, messo in posizione anteriore longitudinale, passò dai 420 CV di potenza, che aveva nel 1993, ai 490 raggiunti nel 1996. La Cosworth si preoccupò del monoblocco e delle testate, che realizzò in leghe di alluminio microfuso. Il motore aveva 24 valvole dotate di richiamo pneumatico, con doppia accensione per ogni cilindro e lubrificazione a carter secco. Questo V6 aveva le bancate con un angolo di 60°.

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Alfa Romeo 155 DTM:

i differenziali

La trasmissione era affidata a un cambio sequenziale a 6 rapporti semiautomatico elettroidraulico, comandato da bilanceri al volante. La bellezza è che questa vettura  aveva un differenziale centrale a bloccaggio controllato elettronicamente e altri due differenziali (uno anteriore e l’altro posteriore) autobloccanti. Questa disposizione consentiva di variare la ripartizione della coppia motrice al 35-40% sull’avantreno e al 60-65% sul retrotreno.

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Nicola Larini dopo Tazio

Beh… ora, parliamo di alcuni eventi, che resero indimenticabile questo capolavoro. Nel 1992 Nicola Larini stravinse, conquistando il titolo di campione della relativa Stagione. Ma, soprattutto, riportò in Italia quella vittoria, che mancava dal lontano 1935 ‒ quando Tazio Nuvolari vinse sul circuito della Nordschleife.

La vendetta di Nannini

Nel 1994, sul circuito del Singen, Roland Asch ‒ secondo pilota della Scuderia Mercedes ‒ tamponò di proposito Alessandro Nannini (fratello della Gianna nazionale), per impedirgli di vincere il campionato DTM di quella stagione. E favorire, così, il compagno di scuderia, Ludwig, che aveva un solo punto di differenza ‒ rispetto al nostro eroe. Alessandro Nannini, in tutta risposta, dopo un veloce cambio di gomme, raggiunse Asch e lo accompagnò gentilmente verso un’uscita cieca.

È finita male per tutti e due: l’auto di Ash riportò danni pesanti, mentre Nannini ne causò qualche decina di milioni (di Lire) alla sua. E il campionato, quell’anno, lo vinse Ludwig. Ma, almeno, vendetta era stata fatta.

E voi, qual è l’impresa mancata, di cui vi siete vendicati ‒ o, meglio, per la cui vendetta avete provato maggior soddisfazione?

Juan

L’immagine della Alfa Romeo 155 V6 TI (conosciuta anche come Alfa 155 DTM), è gentilmente concessa da richard – originally posted to Flickr as goodwood festival of speed 2010, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10784711.

L’immagine, che offre la vista posteriore di un’Alfa Romeo 155 V6 TI, è gentilmente concessa da richard – originally posted to Flickr as goodwood festival of speed 2010, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10784759.

L’immagine dell’Alfa Romeo 155 V6 TI, con livrea Martini presso il Museo dell’Automobile di Torino, è gentilmente concessa da Pava – Opera propria, CC BY-SA 3.0 it, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17682000.

L’immagine del particolare (dettaglio del cerchio) dell’Alfa Romeo 155 V6 TI, è gentilmente concessa da https://www.flickr.com/people/88589821@N00 Tony Harrison] from Flick – Wikimedia Commons (derivate work), CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=36434000.

L’immagine del motore dell’Alfa Romeo 155 V6 TI, usata nelle competizioni DTM, è gentilmente concessa da https://www.elaborare.com/66974-alfa-romeo-155-v6-ti-dtm-lavecchia/3/.

L’immagine dell’Alfa Romeo 155 V6 TI, con livrea Martini (guidata dal pilota Nannini), è gentilmente concessa da Jiří Sedláček – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34122198.

Il video sugli anni d’oro dell’Alfa Romeo 155 V6 TI nella tedesca categoria DTM è gentilmente concesso in licenza a YouTube (dove è fruibile) da UMG (a nome di EMI); SODRAC, Muserk Rights Management e 10 società di gestione dei diritti musicali, col permesso di Wilhelm Gerner e di motorsport-dvd.de.

Il video sulla gara in DTM, in cui Asch causa la sconfitta di Nannini (durante la gara di Singen), è pubblicato da Telenova nel programma “Griglia di partenza” ed è reperibile su YouTube.

8 pensieri su “Quando Alfa Romeo era l’Alfiere in DTM

  1. Beh, che dire?! Un’auto che ha fatto sognare, uno squadrone di fior fiori di piloti, sfide epiche… Adoro quell’auto e quelle gare! Una volta sola l’ho vista in pista dal vero (ma era poco più che uno show) mentre per la gara sulla da pista da 22 km, che si correva di giovedì, mi portai quasi di nascosto la tv a lavoro… Me la ricordo ancora come una delle corse più entusiasmanti. E poi avevo già quell’Alfa nel cuore! Purtroppo costi altissimi e l’eccesso di tecnologia misero fine a quel periodo meraviglioso. Probabilmente anche i tedeschi, che arrivarono a farla sporca per battere Nannini, in fondo ammiravano quella macchina. O forse è meglio dire che gli appassionati l’ammiravano e gli avversari la temevano!

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    1. Hai ragione in toto, Fabio: purtroppo “costi altissimi e l’eccesso di tecnologia misero fine a quel periodo meraviglioso”. Ma anche la poca lungimiranza della Dirigenza Fiat dell’epoca (e anche della proprietà): se avessero investito in modo adeguato su questo progetto, Alfa Romeo si sarebbe guadagnato il posto d’onore nel segmento premium. E, invece, sappiamo bene com’è finita: l’Alfa Romeo è diventata la sportiva per i poveracci, che montava motori Fiat del tutto identici a quelli montati sui modelli dell’omonimo marchio.
      Per fortuna che ora, dopo l’epoca Marchionne (e con la Proprietà Elkann) le cose stanno cambiando per davvero. Il primo fondamentale passo è consistito nella definizione precisa dell’identità del marchio Maserati, che ora chiunque nel mondo riconosce come Luxury Brand. Ora, il secondo passo è portare il marchio Alfa Romeo nell’agone del segmento premium (dove già da sempre ci sono le tedesche BMW, Audi e Mercedes).

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