Alfasud, storia di un mito

Alfasud: il primo veicolo realizzato a Pomigliano d’Arco

Un applauso per il modello più venduto nella storia dell’Alfa Romeo, ossia l’Alfasud. Alla fine degli Anni ’60 Giuseppe Luraghi chiamò al Portello Rudolf Hruschka, in precedenza braccio destro di Ferdinand Porsche (nonché consulente per Fiat e Abarth), per fargli costruire una nuova vettura. La carrozzeria fu sviluppata dalla Italdesign di Giorgetto Giugiaro. Il nome, Alfasud, deriva dal fatto che fu il primo veicolo del Portello, a essere realizzato a Pomigliano d’Arco.

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Alfasud: la coupé dalle soluzioni meccaniche avanzate

L’automobile fu presentata al Salone Internazionale dell’Automobile di Torino nel 1971: è una berlina a 4 porte e 2 volumi, con coda tronca in stile coupé. Si tratta di una vettura dotata di soluzioni meccaniche avanzate (per l’epoca), in quanto aveva lo schema, già collaudato con buon esito sulla Lancia Flavia dall’Ing. Fessia, nel 1960: parlo di trazione anteriore, motore 4 cilindri boxer, freni a disco su ciascuna ruota e retrotreno con assale rigido.

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Alfasud: protagonista delle avventure dei giovani

Ai ragazzi di oggi, l’Alfasud può dire ben poco. Ma per i giovani dell’epoca era qualcosa di emblematico: Alfasud era la prima macchina delle nuove famiglie, era l’indice dell’autonomia della generazione universitaria e dei giovani lavoratori. Era l’indipendenza della nuova classe emergente. Sull’Alfasud quelle generazioni hanno costruito le loro epopee: che si trattasse di gite in montagna, o di viaggi attraverso lo Stivale, l’Alfasud era la fedele compagna di ogni avventura. Mio padre l’aveva comprata da appena tre mesi, che gliel’hanno rubata… Anche questa è avventura.

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E voi, quali sono le vostre avventure con questa macchina?

Juan

L’immagine dell’Alfa Romeo Alfasud 4 porte Sedan è gentilmente concessa da OSX – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44957494.

La seconda immagine della medesima Alfasud, vista posteriore, è gentilmente concessa da OSX – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44957510.

L’immagine dell’Alfasud L prima serie del 1975 è gentilmente concessa da Dennis Elzinga – Alfa Romeo Alfasud L, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42443528.

L’immagine delle tre Alfasud a Standford è gentilmente concessa da Tony Harrison from Farnborough, UK – Auto Italia Stanford Hall June 2010 IMG_9628Uploaded by RomanM82, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30135490.

9 pensieri su “Alfasud, storia di un mito

  1. Una macchina che mi piaceva anche se aveva il difetto (così lo vedevo) della trazione anteriore. Rispetto all’Alfetta o alla Giulietta aveva la linea più morbida che apprezzavo di più. Poi quando la vedevo pensavo alla versione “Sprint” elaborata per le corse in pista del monomarca Trofeo Alfasud, una carrozzeria supergrintosa che mi faceva sognare…

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    1. ciao Fabio,
      grazie mille per questi ricordi che condividi con me e con tutti i lettori di questo blog, perché permetti a tutti noi di vivere le emozioni che hai vissuto tu in prima persona: con poche parole sei riuscito a farmi toccare i modelli di cui parli – e questa è una sensazione molto bella
      grazie ancora

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      1. Beh… mi ricordo anche com’era nella tipica “versione italiana” (secondo i miei pensieri); un po’ come quella del film “Bianco, Rosso e Verdone”… Diciamo che aveva il suo perchè…!! Ps non sapevo fosse l’Alfa più venduta; si scopre sempre qualcosa a leggere i tuoi articoli!

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