Quando Tazio non divenne Nuvola

Alfa Romeo Nuvola: la concept che è rimasta un esercizio di stile

Vi voglio parlare di questa concept car, l’Alfa Romeo Nuvola, esposta al Salone Internazionale dell’Automobile di Parigi del 1996. È una berlinetta a 2 posti, basata su un telaio meccanico autoportante, che consente di avere diverse soluzioni volumetriche. Peccato che sia rimasta un puro esercizio di stile, perché – se sviluppata su una piattaforma adeguata, sia quanto a leggerezza sia quanto a resistenza, – avrebbe potuto segnare la svolta per la Casa del Biscione, già all’epoca.

Alfa Romeo Nuvola: ogni elemento ne richiama il nome

Non so dire come il medesimo telaio consenta di ricavare una familiare, partendo dalla stessa coupé sportiva. Però, l’idea mi affascina. Un elemento di novità è certo la scelta del colore, con cui la vettura è stata presentata, ossia l’azzurro nuvola – a discapito del tipico rosso Alfa. Certo, però, è che l’elemento cromatico richiama subito alla mente il concetto, espresso nel nome scelto per l’automobile. Il quale sostantivo, però, non fu scelto tanto in accordo col colore della carrozzeria, quanto più in omaggio al grande pilota Tazio Nuvolari. Oltre che per dare l’idea di leggerezza (e, quindi, di velocità) e per significare la capacità delle nubi di cambiare forma con grande rapidità (con un evidente riferimento alla modulabilità del telaio).

Il gruppo ottico anteriore è costituito da 4 fari tondi incastrati in altrettante “gocce”, ricavate in prossimità del paraurti. Queste “gocce” sono allungate, per ricordare la forma di quelle dell’acqua durante la pioggia. Anche gli indicatori di direzione riprendono la forma dei gruppi ottici, benché siano di colore diverso. I fendinebbia, invece, sono inseriti in due grandi “baffi”, posti dentro al paraurti anteriore (così da far sembrare che il paraurti non ci sia proprio), dando a tutta la vettura un’immagine di linea pulita. Il cofano motore è molto allungato, ricollegandosi alla tradizione delle vetture della Casa del Portello, ma è disegnato in modo da non essere percepito come un corpo totalmente separato dal resto della vettura (in fondo, anch’esso deve contribuire a dare l’idea di una nuvola).

AR-Nuvola-2.jpg

La coda di questo veicolo è molto sporgente e affusolata, come se volesse trasmettere la velocità delle gocce d’acqua durante la pioggia. Qui sono alloggiati due gruppi ottici,  che hanno una forma quasi ellittica e che richiamano le “gocce” dei gruppi ottici anteriori. Su questo lato della vettura, i profili, che racchiudono i terminali di scarico, sono in rilievo – quasi a rimarcare la familiarità coi “baffi” del paraurti anteriore.

Le prestazioni di Alfa Romeo Nuvola

Il motore è un V6, con i cilindri disposti a V di 60°, e con 2492 cc di cilindrata (2,5 l). Ha inoltre 2 turbocompressori (uno per bancata). Lo stesso motore è posizionato anteriormente ed eroga 300 CV con trazione integrale. Alfa Romeo Nuvola va da 0 a 100 km/h in poco più di 5″ e raggiunge una velocità massima di 280 km/h. Tanto per rimarcare il fatto – se ce ne fosse ancora il bisogno –, che questa autovettura va veloce come una nuvola.

Alfa Romeo Nuvola: omaggio a Tazio

Dunque, ecco l’elemento capitale: il concetto di nuvola si ripete più volte, in modo quasi ossessivo, per esprimere l’idea di leggerezza. Senza dimenticare l’onore, che il veicolo intende tributare a Tazio Nuvolari. Che proprio leggero non era, vista l’irruenza del carattere. Certo, però, che quando guidava, sapeva come far volare le sue automobili.

Peccato che non sia entrata in produzione.

Voi, che ne pensate?

Juan

La foto in apertura del presente post è gentilmente concessa da Matthias v.d. Elbe – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=64854150.

La seconda foto presente nel corpo del testo del presente post, è gentilmente concessa da Matthias v.d. Elbe – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=64854204.

6 pensieri su “Quando Tazio non divenne Nuvola

  1. Che dire? Non so come sia da guidare (anche se con quelle prestazioni basta e avanza) ma per me auto stupenda dentro e fuori! Se mi fosse possibile sarebbe la prima auto che comprerei. Un vero peccato non sia stata prodotta per la Fiat che, così avevo letto, non voleva mettere mano al portofoglio… E sempre da quel che so, questa scelta di Fiat fece incazzare così tanto Walter De Silva che mandò tutti a quel paese andando in Audi. Un doppio peccato… Però che bella che è la Nuvola!

    Piace a 1 persona

    1. ciao Fabio,
      grazie mille per il tuo giudizio appassionato. Tanto per farti capire, quanto sono importanti le opinioni altrui per me, ti dico che lo stimolo, per scrivere di questa bellissima auto, me l’hai dato proprio tu, commentando per primo il mio post sull’Alfa Brera (https://hpcvlautochevoglio.wordpress.com/2018/05/15/stile-brera-ritorno-al-successo/). Proprio in risposta al tuo commento, ho scritto il mio giudizio, che conserva tutto il suo valore anche in questo caso, cioè mentre parliamo di un tributo mancato al grande Tazio Nuvolari.
      Ai commenti tuo e mio vorrei aggiungere quello di Fabry, in occasione della medesima discussione, perché un progetto ambizioso ha bisogno di una piattaforma adeguata sia in termini di costi, che di resa.

      Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a Juan Cancella risposta