La febbre da Hot Rod – vista in precedenza – si è raffreddata con la fine dei pezzi da recupero, per la realizzazione di quelle specifiche vetture, e con l’avvento delle prime muscle cars (si può pensare alla Pontiac proposta nel presente post, o alle Corvette o, ancora, alla Ford Mustang).
Muscle Cars: i motivi del successo
Le muscle cars soddisfacevano i requisiti che il pubblico aveva richiesto in precedenza e si aspettava dalle Hot Rod: davano prestazioni elevate ed erano già realizzate così dalla fabbrica. Quindi, non necessitavano di lavori di modifica da parte di operai specializzati. Il periodo d’oro delle muscle cars è iniziato negli Anni ’80 – e la serie televisiva Supercar, in cui il protagonista Michael Knight sconfigge i malvagi alla guida di una Pontiac Firebird Trans Am (ossia l’insostituibile KITT), ne è una chiara dimostrazione.
E voi, qual era il vostro sogno da supereroi, di quando eravate ragazzini?
Juan
L’immagine della Pontiac GTO del 1969, proposta in apertura del presente post, è gentilmente concessa da Nessun autore leggibile automaticamente. Sfoskett~commonswiki presunto (secondo quanto affermano i diritti d’autore). – Nessuna fonte leggibile automaticamente. Presunta opera propria (secondo quanto affermano i diritti d’autore), CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=220457.
L’immagine della Ford Mustang T-5 del 1966 è gentilmente concessa da CZmarlin — Christopher Ziemnowicz, releases all rights but a photo credit would be appreciated if this image is used anywhere other than Wikipedia. Please leave a note at Wikipedia here. Thank you! – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4028073.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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13 pensieri su “L’era delle Muscle Cars”
Le muscle car mi piacciono molto, tra le mie preferite le Camaro a cavallo degli anni 80. Purtroppo oggi è quasi anonima se confrontata con quei modelli esuberanti.
ciao Fabio,
grazie mille per il tuo contributo, che mi permette di far luce su un aspetto valoriale (se si vuole): da patito degli Anni ’80, quale sono, impazzisco per la musica di questi anni (soprattutto Rock) e per il cinema di questo decennio. Tanto per darti un’idea, di ciò che intendo dire, ringrazio un celebre network tv, che sta rimandando in onda la serie cult di quegli anni, ossia Super Car – con Michael Knight (interpretato da David Hasselhoff) e l’insostituibile KITT.
Non ti nascondo che, quando posso, lo guardo.
E mi stupisco nel pensare che solo oggi assistiamo ai primi veicoli “parlanti”: tanto per essere chiaro, solo da pochi mesi la celebre Casa della Stella a tre punte, di Stoccarda, commercializza i veicoli con il sistema automatico, che, se lo s’interroga col comando vocale: «ehi, Mercedes», risponde: «ciao, come ti posso aiutare?».
Un altro elemento, che mi affascina ancora adesso, delle produzioni televisive di quegli anni, è l’estrema pudicizia con cui erano costruite le storie.
Un altro mondo! E anche se forse troppo idealista (il buono sempre pulito al 100%, generoso, bello, altruista, simpatico, ecc…), sicuramente più bello. Da anni non trovo una serie tv che mi diverta e rilassi.
Hai ragione, Fabio,
è difficile trovare oggi qualcosa che possa competere con la qualità delle produzioni di quegli anni.
Per completare il discorso sugli Anni ’80, da alcuni anni è tornata in auge la moda di quel periodo: basta guardare che oggi molte persone sono tornate a indossare i pantaloni a vita alta e con l’orlo corto, che lascia le caviglie scoperte. Ma il mio è solo un esempio.
Volendo, il discorso potrebbe essere approfondito, riferendosi a tanti altri casi particolari: l’ultimo esempio, che ti faccio, è il ritorno della tendenza prepotente della musica su disco in vinile.
Le muscle car mi piacciono molto, tra le mie preferite le Camaro a cavallo degli anni 80. Purtroppo oggi è quasi anonima se confrontata con quei modelli esuberanti.
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ciao Fabio,
grazie mille per il tuo contributo, che mi permette di far luce su un aspetto valoriale (se si vuole): da patito degli Anni ’80, quale sono, impazzisco per la musica di questi anni (soprattutto Rock) e per il cinema di questo decennio. Tanto per darti un’idea, di ciò che intendo dire, ringrazio un celebre network tv, che sta rimandando in onda la serie cult di quegli anni, ossia Super Car – con Michael Knight (interpretato da David Hasselhoff) e l’insostituibile KITT.
Non ti nascondo che, quando posso, lo guardo.
E mi stupisco nel pensare che solo oggi assistiamo ai primi veicoli “parlanti”: tanto per essere chiaro, solo da pochi mesi la celebre Casa della Stella a tre punte, di Stoccarda, commercializza i veicoli con il sistema automatico, che, se lo s’interroga col comando vocale: «ehi, Mercedes», risponde: «ciao, come ti posso aiutare?».
Un altro elemento, che mi affascina ancora adesso, delle produzioni televisive di quegli anni, è l’estrema pudicizia con cui erano costruite le storie.
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Un altro mondo! E anche se forse troppo idealista (il buono sempre pulito al 100%, generoso, bello, altruista, simpatico, ecc…), sicuramente più bello. Da anni non trovo una serie tv che mi diverta e rilassi.
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Hai ragione, Fabio,
è difficile trovare oggi qualcosa che possa competere con la qualità delle produzioni di quegli anni.
Per completare il discorso sugli Anni ’80, da alcuni anni è tornata in auge la moda di quel periodo: basta guardare che oggi molte persone sono tornate a indossare i pantaloni a vita alta e con l’orlo corto, che lascia le caviglie scoperte. Ma il mio è solo un esempio.
Volendo, il discorso potrebbe essere approfondito, riferendosi a tanti altri casi particolari: l’ultimo esempio, che ti faccio, è il ritorno della tendenza prepotente della musica su disco in vinile.
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