Deutsche Dieselgate in salsa Audi

Dieselgate: tra capo e collo

Non ho fatto in tempo a lodare il Gruppo Volkswagen, per il modo in cui ha affrontato l’affaire Dieselgate, che vengo travolto dalla notizia dirompente, secondo cui Rupert Stadler, AD di Audi Deutscheland, è stato arrestato dalla Procura di Monaco, per aver frodato e condizionato testimoni e indagati. Caspita, una vera tegola che mi è arrivata tra capo e collo! …Proprio quando credevo che le acque si stessero calmando. Il suo posto sarà preso ad interim da Bram Schot, il quale «assume la presidenza del consiglio di amministrazione di Audi in modalità commissariale con effetto immediato», “finché le circostanze di fatto non saranno chiarite” – ha fatto sapere Audi con una nota.

Dieselgate: le conseguenze per Wolfsburg

Solo una settimana fa il Gruppo VW ha accettato di pagare una sanzione di € 1 mld, stabilita dalla Procura di Stato di Braunschweig. I guai, però, non finiscono qui: la Casa di Wolfsburg è messa sul banco degli imputati da parte di altri 55 Paesi, oltre alla Germania, per aver manipolato il mercato azionario. Il Colosso, infatti, deve far fronte a sanzioni varie, riacquisto di azioni e costi delle relative operazioni, oltre al fatto che gli azionisti accusano la Dirigenza dell’Azienda di averli informati troppo tardi a proposito dell’inchiesta – che, ora, rischia di far precipitare il secondo costruttore mondiale di automobili. Per queste ragioni la Casa di Wolfsburg ha dovuto accantonare, a titolo di risarcimento, una somma che si aggira intorno a € 27 mld – cifra più, cifra meno.

Mi resta solo una domanda: tutto ciò cui prodest? Chi può trarre reale vantaggio dalla scomparsa di un player così importante dal mercato automotive? Voi che ne pensate?

Juan

4 pensieri su “Deutsche Dieselgate in salsa Audi

    1. ciao Fabio,
      grazie mille per il tuo contributo, che “mette sul piatto” una delle ipotesi più discusse: una è proprio questa; un’altra è che a trarne vantaggio sia Toyota; un’altra – a compendio delle tua opinione – è che tutto questo teatrino serva ad avvantaggiare l’industria di Elon Musk (la Tesla), che proprio in questi tempi più recenti si è scoperta in difficoltà, per il nuovo ritardo nelle consegne. Quel, che non riesco a spiegarmi, è come faccia la Casa di Wolgfsburg – nel pieno della crisi che l’ha travolta – a continuare a crescere. Perché continua a crescere. Ecco, questo proprio non riesco a spiegarmelo.

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      1. Credo per due motivi; uno è che (sembra) i tedechi hanno un’ ottima solida fama. Tutto ciò che è tedesco è garanzia di “fatto bene e che funziona bene”, a prescindere (!). L’altro è che il problema riguarda prima di tutto l’ambiente (inquniamento) e non il cliente. Forse se si scopriva che le VW erano macchine poco affidabili/fragili o poco sicure/pericolose, la gente non comprava. Ma se inquina un p0′ di più o un po’ di meno, tutte inquinano…

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        1. ciao Fabio,
          grazie mille per la prospettiva che proponi
          effettivamente, «tutte [le macchine] inquinano», come dici tu
          Anche quelle elettriche – il problema sembra non porsi ora (durante il periodo di vita utile dei veicoli), ma si porrà quando si dovranno smaltire le batterie esauste
          trovi gli argomenti, cui faccio riferimento, nei commenti al post “Crisi automotive” (https://hpcvlautochevoglio.wordpress.com/2018/02/11/crisi-automotive/)

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