Non sapevo che quest’arte avesse estimatori anche da noi, ma la passione per le Hot Rod è viva anche in Italia, il Paese dei motori, dove molti – compreso il sottoscritto – ancora piangono la morte del marchio Lancia. E, invece, ho scoperto che anche qui esistono appassionati di questo mercato di nicchia.
Hot Rod: l’origine
Si tratta di vetture, spesso storiche, alquanto modificate. All’origine erano veicoli, derivati da auto prodotte prima del Secondo Conflitto Mondiale, scartati per avarie meccaniche, benché avessero telaio e carrozzeria ancora in buono stato. Proprio a motivo di tali avarie, questi mezzi potevano essere acquistati a poco prezzo. Su questi veicoli molti componenti (motore, trasmissione, sterzo etc…) venivano sostituiti. Di solito i meccanici sceglievano motori Ford V8 Flathead oppure gli Small Block V8 della Chevrolet per via delle dimensioni contenute, della potenza e per la facilità di reperimento.

Hot Rod: aspiratore e intercooler
L’aspiratore, montato sopra il cofano motore e davanti al parabrezza, ha una funzione specifica: più ossigeno entra nel motore, più aumenta la potenza, perché lo scoppio nei cilindri è più forte. Il suo principio è simile a quello del turbo, che facendo girare una turbina, aspira più aria nel motore. Talvolta si usa anche uno scambiatore di calore che, essendo freddo, condensa l’aria, in modo da buttare ancora più ossigeno nei cilindri, per avere uno scoppio maggiore. Lo scambiatore di calore (chiamato anche intercooler) è un radiatore supplementare, messo davanti all’aspiratore – e lo si usa solo col motore turbo. Ecco qui, di seguito, un esempio di compressore.

Hot Rod: arte tra meccanica, saldatura e carrozzeria
Queste vetture vengono preparate da operai esperti, che abbiano conoscenze meccaniche, di saldatura e di carrozzeria. Qui di seguito è proposto un motore elaborato appositamente per una Hot Rod.

Hot Rod: gloria cinematografica
Potrebbe essere utile ricordare, che queste automobili hanno avuto la loro gloria cinematografica con American Graffiti di George Lucas

e con il telefilm Happy Days – e l’immancabile Fonzie.

Ora capisco, perché tante persone giudicano tali vetture vere e proprie opere d’arte.
Juan
La foto del motore Ford V8 Flathead è gentilmente concessa da Stephen Foskett (Wikipedia User: sfoskett) – 2006 Bay State Antique Automobile Club Vintage show, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1207197.
La foto del titolo di American Graffiti è gentilmente concessa da Gawain78 – catturata personalmente dall’autore sotto indicato, senza apportare alcuna modifica, Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=1617027.
Mentre la foto del titolo di Happy Days è gentilmente concessa da Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2728086.

Adoro le hot rod! Sanno di “genio e sregolatezza”, abilità manuale, espressione e passione tecnico/artistica. Magari sono inguidabili, soprattutto in curva, se spinte vicino ai loro limiti, ma il fascino e il mondo che evocano, sono unici.
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bravo Fabio,
… e così ti sei scoperto ! certo, simili vetture hanno in sé il fascino anticonformista e selvaggio che poche altre vetture sanno dare
chissà, forse una sensazione simile la danno le tuning…
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