È la macchina che mi ha affascinato fin da subito, quando è uscita (2005). Mi piacevano le sue linee – soprattutto quel posteriore, così innovativo sulle vetture del Biscione.
«Peccato – pensavo – che non ho i soldi, per comprarmela». Se è per questo, all’epoca non avevo nemmeno la patente di guida… Ma non diciamolo troppo in giro. Mi piaceva – e mi piace tutt’ora – la forma del portellone del bagagliaio. La trovavo così insolita, che, solo per quel dettaglio – pensavo –, potesse competere alla pari con le linee di marchi esteri prestigiosi (come Audi TT e Volkswagen Scirocco, ad esempio – senza scomodare Porsche). Questo elemento non traeva origine da uno “scopiazzamento” delle linee di modelli di altri brand. Era, invece, la nobile evoluzione stilistica del design del bagagliaio della 147 – che qualche anno prima aveva riscosso un buon successo.
Alla presentazione ufficiale – avvenuta durante il Motor Show di Ginevra – la vettura era stata offerta al pubblico nella versione con trazione integrale. «Bene – pensai –: un significativo (se non) ritorno (almeno avvicinamento) alle origini». Quando, poi, l’auto arrivò ai concessionari, qualcosa era cambiato. Qualcosa di importante. Si era rinunciato alla trazione posteriore (optando per quella anteriore), per contenere i costi di produzione. Ecco, fu così che il progetto Brera perse ai miei occhi gran parte del fascino. Che aveva avuto fino a poco prima. Credo che sia stato questo uno dei motivi, che hanno determinato l’insuccesso del fenomeno Brera. Ma questa mia opinione è squisitamente personale.
Ritengo, invece, che si possa recuperare quello che io chiamo Progetto Brera e portarlo alla vittoria, facendone un case history – come si dice oggi. Basta prendere la stessa vettura e proporla sul mercato con trazione posteriore (Brera TP). Con trazione integrale, invece, la versione più potente (Brera TI). Magari modificando in parte anche il nome: chiamando l’auto Stile Brera – con ciò, suggerendo uno stile di vita.
Quali sono, secondo Voi, invece, gli elementi che potrebbero portare alla vittoria il Progetto Brera?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
Juan Vedi tutti gli articoli di Juan
8 pensieri su “Stile Brera: ritorno al successo”
Anche a me la Brera era piaciuta molto. Pare che il suo punto debole fosse il peso elevato che ne condizionava le prestazioni. In ogni caso ha il suo fascino; la definizione che gli avevano dato alla presentazione, “una showcar per tutti i giorni” credo sia azzeccata. Certo ora si potrebbe anche riproporre qualcosa di simile con trazione posteriore o integrale, visto che la Giulia ha aperto la strada. Io però come grande delusione “alfista”, penso più di tutte alla Nuvola; bellissimo prototipo sportivo a trazione posteriore (metà anni ’90) e mai realizzato, nonostante l’apprezzamento genrale, per questioni economiche. Peccato!
ciao Fabio,
ti do ragione in toto. Ma il discorso delle questioni economiche reggeva finché c’era Gianni Agnelli. Ora, invece, col Cav. Elkann le cose sembrano cambiare per davvero. Anzitutto, come dici tu, lui ha dato il consenso per un prodotto che costi di più, ma che abbia più qualità – e il resto si vedrà.
concordo assolutamente con i pareri espressi…avendo avuto il piacere di lavorare a questo progetto! Si poteva chiudere un occhio sulla trazione ma il peso e la non esagerata cavalleria accompagnati da una pubblicità inesistente ne segnarono l’insuccesso. Fiat scelse di non sviluppare un pianale specifico ma derivò quello della 159 che pesava davvero tanto e tutta l’attività fatta di riduzione peso non bastò! Chiudo con una citazione sulla versione Spider…macchina di una bellezza senza tempo!!! 😎
ciao Fabry,
grazie mille per il parere tecnico di chi ha vissuto in pieno la creazione di una meraviglia mancata
grazie anche per la citazione, che condivido in pieno
cordialità
Anche a me la Brera era piaciuta molto. Pare che il suo punto debole fosse il peso elevato che ne condizionava le prestazioni. In ogni caso ha il suo fascino; la definizione che gli avevano dato alla presentazione, “una showcar per tutti i giorni” credo sia azzeccata. Certo ora si potrebbe anche riproporre qualcosa di simile con trazione posteriore o integrale, visto che la Giulia ha aperto la strada. Io però come grande delusione “alfista”, penso più di tutte alla Nuvola; bellissimo prototipo sportivo a trazione posteriore (metà anni ’90) e mai realizzato, nonostante l’apprezzamento genrale, per questioni economiche. Peccato!
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ciao Fabio,
ti do ragione in toto. Ma il discorso delle questioni economiche reggeva finché c’era Gianni Agnelli. Ora, invece, col Cav. Elkann le cose sembrano cambiare per davvero. Anzitutto, come dici tu, lui ha dato il consenso per un prodotto che costi di più, ma che abbia più qualità – e il resto si vedrà.
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Ciao a tutti,
concordo assolutamente con i pareri espressi…avendo avuto il piacere di lavorare a questo progetto! Si poteva chiudere un occhio sulla trazione ma il peso e la non esagerata cavalleria accompagnati da una pubblicità inesistente ne segnarono l’insuccesso. Fiat scelse di non sviluppare un pianale specifico ma derivò quello della 159 che pesava davvero tanto e tutta l’attività fatta di riduzione peso non bastò! Chiudo con una citazione sulla versione Spider…macchina di una bellezza senza tempo!!! 😎
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ciao Fabry,
grazie mille per il parere tecnico di chi ha vissuto in pieno la creazione di una meraviglia mancata
grazie anche per la citazione, che condivido in pieno
cordialità
Juan
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