Mi chiamo Senna ma ho British Style

Nel momento in cui scrivo questo post, i modelli di questa supercar sono già stati venduti tutti a un ristretto pubblico esclusivo. Nessuno l’ha ancora provata, però, perché sarà consegnata solo a partire dal 2019. Parlo di una supersportiva in puro stile British – una vettura di cui Sua Maestà possa essere fiera. E ne avrebbe ben donde: la casa britannica McLaren, resasi indipendente da Mercedes solo nel 2010, si è presentata fin da subito come un degno competitor di marchi blasonati, quali Ferrari, Lamborghini e Corvette – tanto per fare alcuni nomi.

In quel lontano 1993 la McLaren stava valutando l’ipotesi di adottare un nuovo motore per la stagione successiva di Formula 1. Quello fornito dalla Ford, infatti, non soddisfaceva più i requisiti, in termini di prestazioni per il campionato di F1. Il team di Ron Dennis considerò il progetto di un V12, sviluppato da Mauro Forghieri e Daniele Audetto in seno alla Lamborghini. Ayrton ne fu subito entusiasta e chiese al patron della McLaren di poterlo provare già fin dalla competizione successiva (il Gran Premio del Giappone). C’è chi dice che Senna ne fosse rimasto affascinato, al punto da aver chiesto di finire il campionato con quel motore. Ma Ron Dennis negò questa soddisfazione al grande pilota. Così, la casa britannica si accordò con la Peugeot, mentre Senna disputò la sua ultima stagione con la scuderia Williams.

Questa McLaren è un omaggio al grande pilota, Ayrton, che ha fatto grande la scuderia britannica (ben prima che questa entrasse nel mercato d’élite con le proprie supercars). Questa vettura è un tributo al mito brasiliano che non muore più.

Juan

La foto è gentilmente concessa dall’agenzia Ansa.

6 pensieri su “Mi chiamo Senna ma ho British Style

  1. Personalmente Senna lo collego quasi esclusivamente alla McLaren; un po’ anche alla Lotus ma soprattutto alla McLaren dove raggiunse il massimo della sua espressione. Molto bella la portire trasparente che lascia intravedere il pilota che “lavora” e aiuta a capire “cosa sta succeendo in macchina”.

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    1. ciao Fabio,
      grazie per il tuo contributo, che permette di focalizzare un concetto importante: tutti gli appassionati di automobilismo hanno un ricordo specifico di Ayrton. E il motivo è che il mito si fossilizza nella memoria in un modo specifico: voglio dire che c’è chi lo ricorda per i sorpassi, chi per l’umanità, chi per quel traumatico momento che è costata la vita al pilota, etc…
      Tu, da parte tua, ne associ il ricordo alla Scuderia britannica, con cui si è guadagnato un posto nel mito dell’automobilismo. Ed è un bellissimo ricordo.

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