La Stratos Zero fu presentata nel 1970 come “Prototipo Zero”.
Lancia Stratos: chi è?
Era una dream car esposta per la prima volta come prototipo al Salone dell’Automobile di Torino di quell’anno dalla Carrozzeria Bertone. Fu presentata come progetto di veicolo sportivo a motore centrale (recuperato da una Lancia Fulvia, che sarebbe poi stata demolita). La macchina esprimeva certo una concezione avveniristica per quei tempi. Il design, benché non ancora definitivo, era merito di Marcello Gandini (lo stesso che ha disegnato auto come la Lamborghini Countach). E riscosse fin da subito molto interesse da parte della Dirigenza della Squadra Corse Lancia, guidata da Cesare Fiorio. La quale cercava una vettura che sostituisse la Lancia Fulvia nei Rally. Ecco perché nacque la Stratos HF (la sigla sta per High Fidelity), come prima automobile di serie progettata proprio per i Rally.
Lancia Stratos: nei ricordi
I mondiali di Rally – chi ha qualche anno in più di me, se lo ricorda – erano dominati dalla Stratos, uno dietro l’altro. A quell’epoca Stratos era l’auto che faceva girare la testa alle ragazze. Ecco forse perché era una delle auto più ambite dal pubblico maschile. Chi è stato giovane negli Anni ’70 se lo ricorda bene. E, chissà, magari potrebbe descrivere a noi tutti le emozioni che ha provato a quei tempi.
Lancia Stratos: Luxury Brand car
Ecco: se FCA avesse un vero programma di rilancio delle proprie attività, dovrebbe investire sui gioielli che hanno reso celebre il marchio LANCIA – come è stato fatto per il marchio Maserati, che ora è del tutto riconoscibile sul mercato come autorevole Luxury Brand car.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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16 pensieri su “Lancia Stratos Zero 1970”
La Stratos Zero mi sembra un’auto da film di fantascienza degli anni ’70. La trovo più piacevole della Modulo di Pininfarina che è ancora più futuristica. Per quanto riguarda il discorso rally, beh… Il marchio sembra morto e ha tirato a campare con la Y (!) e delle fotocopie abbellite di Fiat. Peccato, non credo che Fiat investa nei rally anche se sono stati un grande ritorno pubblicitario per Lancia con la mitica Delta. Anche della Stratos si parla come di un’auto mitica. Addirittura, per far capire che razza di progetto era, in un programma tv, un ingegnere del tempo, aveva detto che quando era apparsa aveva fatto invecchiare di 10 anni la concorrenza. Magari esagerato, troppo romantico, ma i risultati parlano. Avevo letto che guidarla inizialmente era difficile per via del parabrezza molto curvo che deformava un po’ la vista. Era comunque un’ auto eccezionale che ha lasciato il segno. Anni fa un riccone nostalgico, si è fatto fare (credo da Pininfarina) una replica ma moderna. Hanno preso una Ferrari (se ricordo bene la 360 Modena), l’hanno tagliata, accorciata, modificata… et voilà! Esemplare unico di Stratos degli anni 2000. Pare sia piaciuta molto anche a Montezemolo che l’ha provata a Fiorano. Per me, esteticamente meglio la Stratos della Ferrari 308!
ciao Fabio,
vedo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Sta di fatto che a me manca la LANCIA, così com’era fino alla fine degli Anni ’70: la degna concorrente italiana di Audi, BMW e Mercedes nel segmento premium. Lancia significava Stile Italiano, qualità, attenzione ai dettagli, amore per la bellezza: qualità che ci distinguevano da chiunque a livello mondiale, perché l’Italia era il Paese della Bellezza.
La Stratos Zero mi sembra un’auto da film di fantascienza degli anni ’70. La trovo più piacevole della Modulo di Pininfarina che è ancora più futuristica. Per quanto riguarda il discorso rally, beh… Il marchio sembra morto e ha tirato a campare con la Y (!) e delle fotocopie abbellite di Fiat. Peccato, non credo che Fiat investa nei rally anche se sono stati un grande ritorno pubblicitario per Lancia con la mitica Delta. Anche della Stratos si parla come di un’auto mitica. Addirittura, per far capire che razza di progetto era, in un programma tv, un ingegnere del tempo, aveva detto che quando era apparsa aveva fatto invecchiare di 10 anni la concorrenza. Magari esagerato, troppo romantico, ma i risultati parlano. Avevo letto che guidarla inizialmente era difficile per via del parabrezza molto curvo che deformava un po’ la vista. Era comunque un’ auto eccezionale che ha lasciato il segno. Anni fa un riccone nostalgico, si è fatto fare (credo da Pininfarina) una replica ma moderna. Hanno preso una Ferrari (se ricordo bene la 360 Modena), l’hanno tagliata, accorciata, modificata… et voilà! Esemplare unico di Stratos degli anni 2000. Pare sia piaciuta molto anche a Montezemolo che l’ha provata a Fiorano. Per me, esteticamente meglio la Stratos della Ferrari 308!
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ciao Fabio,
vedo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Sta di fatto che a me manca la LANCIA, così com’era fino alla fine degli Anni ’70: la degna concorrente italiana di Audi, BMW e Mercedes nel segmento premium. Lancia significava Stile Italiano, qualità, attenzione ai dettagli, amore per la bellezza: qualità che ci distinguevano da chiunque a livello mondiale, perché l’Italia era il Paese della Bellezza.
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