Girando tra gli espositori, durante l’AutoMotoRetrò 2018 (presso il Lingotto di Torino), ho scoperto lo stand di Bolaffi – casa famosa in tutto il mondo per il collezionismo filatelico.

Bolaffi: collezionismo non solo filatelico
A tale proposito ho rivolto al Dott. Saba (Consulente dipartimento auto classiche) la seguente domanda: «Per quale motivo Bolaffi si presenta in un mercato, che sembra così lontano dal collezionismo filatelico»?

L’automobile come opera d’arte
Dott. Saba: «Noi siamo convinti che il mondo dell’automobile, il mondo dei motori, si presenti come una delle massime espressioni dell’uomo nell’ultimo secolo. Quindi, diciamo: l’arte del ‘900. Basti pensare che le automobili cominciano ad entrare anche nei grandi musei. Per esempio New York, dove la 500 viene inserita come espressione di un’opera d’arte. Quindi, non solo puro piacere di guida, ma una condizione che rappresenta una condizione umana artistica. Io credo che questo sia molto importante. Oltre al puro valore economico».
Juan
L’immagine proposta in apertura del presente post, raffigurante i profili in filigrana di due auto, è gentilmente concessa da Merio attraverso la piattaforma Pixabay ed è reperibile all’indirizzo: https://pixabay.com/it/illustrations/astratto-viaggio-silhouette-strada-1303949/ nelle dimensioni originarie di 1920x833px, dal quale è stata copiata nelle dimensioni medesime grazie all’opzione presente sulla piattaforma stessa, e pubblicata su questo blog, nel presente post.

Certe auto sono veri capolavori di estetica, tecnologia e fascino. Ingegneristicamente poi pare che progettare un’auto sia una delle cose più difficili perché più complete (motori, sospensioni, telaio, aerodinamica, comportamento dinamico, ecc…). Tra le opere d’arte per me la Citroen Ds (la “squalo”) e l’Alfa Romeo 33 da corsa. Ma anche molte altre ce ne sarebbero e moderne. Una più bella dell’altra…
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