Sto parlando dell’utilitaria nipponica, prodotta a partire dal 1999. E nonostante gli anni ancora in produzione. Non mi voglio soffermare sulle differenze di dizione: ossia il fatto che quella che per noi è la Yaris, in Canada si chiama Echo, mentre in Giappone è detta Vitz. Altri l’hanno già fatto – e molto meglio di come saprei fare io. La questione filologica ora non mi interessa. Quindi non insisto. Semmai mi interessa il fatto che Yaris deriva da Χάρις (Chàris), che è il singolare di Χαριτής (Charites, ossia le Cariti o Grazie del mito classico). Che infatti erano le divinità greche preposte alla tutela di fascino, bellezza ed eleganza.
La prima generazione fu lanciata sul mercato italiano nel gennaio del 1999. E terminò nel 2005. Ricevette una buona accoglienza sia da parte del mercato che della Stampa di settore grazie anche allo slogan “il piccolo genio”. Tanto che nel 2000 Yaris fu eletta Auto dell’anno. La seconda serie visse fra il 2005 e il 2011. La terza serie fra il 2011 e il 2020. La quarta (e al momento ultima generazione) è iniziata nel 2020 ed è ancora in corso. Tra il 1999 e il 2005 Toyota produsse anche la Toyota Yaris Verso. La quale era una monovolume disponibile solo con carrozzeria a 5 porte.
Ma ciò che mi interessa assai di più è il fatto che Toyota ha allestito una vettura per competere ne WRC. O meglio: la vettura è stata costruita, allestita e portata in pista da Toyota GAZOO Racing WRT. Che però ha sede in Finlandia. Ed è stata fatta partecipare al Campionato Mondiale di Rally. E infatti questa vettura ha partecipato alle edizioni dal 2017 al 2021.
Dal 2020 in poi è stata prodotta e commercializzata la Toyota GR Yaris, dotata di trazione integrale e il portellone posteriore ispirato a quello della Corolla. Dal 2022 in poi la Toyota GR Yaris Rally1 ha sostituito la precedente versione per le competizioni rallystiche. Il merito è sempre della Toyota GAZOO Racing WRT. Questa Toyota GR Yaris, seguendo il regolamento Rally1, ha un propulsore ibrido. Infatti al motore termico da 381 CV abbina quello elettrico da 136 CV, per raggiungere una potenza complessiva di 514 CV. A questo modello a partire dal 2024 ha fatto seguito Toyota GR Yaris Rally2. Com’è facile intuire quest’auto rispetta i criteri della categoria Rally2. Il motore è un 3 cilindri con cubatura di 1600 cc, trazione integrale e cambio sequenziale a 5 rapporti. Il veicolo compete nel WRC2, nel WEC e nel Campionato Italiano di Rally.
Direi che “il piccolo genio” ha avuto così tanto successo, che addirittura Toyota (a partire dall’agosto 2020) ha ben pensato di creare una versione Crossover. Ossia la Toyota Yaris Cross. Osservo che ora una grande fetta del mercato Automotive vuole SUV e Crossover. Quindi la Casa dell’omonima città nipponica ha creato questa linea di prodotto, proprio per soddisfare tale esigenza.
All’epoca del claim pubblicitario (citato in apertura del presente post) sentivo qualche voce che diceva che Yaris era “il piccolo genio”, sì. Però solo in Italia. Ma osservo che se Yaris è sul mercato da quasi 30 anni, ciò significa che in qualche modo è riuscita a farsi ricordare. Quindi, almeno di questo devo dare atto alla Toyota. E mi viene da osservare anche che questa piccola nipponica è riuscita a competere con il predominio di Panda, Uno e Punto nel campo delle piccole utilitarie.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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