Lunedì 20 aprile nel salotto di Ludovica Guerra, in via Tortona (a Milano), Andrea Levy, Mimmo Carretta, Carlo Abbà e Andrea Tronzano, si sono ritrovati per la presentazione di MiMo e per celebrare i 10 anni di Saloni Auto all’aperto durante la Design Week di Milano.

MiMo 2026: il format
Quand’è nato questo format, era innovativo per l’epoca per la location e per l’evento gratuito. Nato a Torino nel 2015, è apparso per la prima volta a Milano nell’anno del Covid come MiMo Milano Monza Motor Show. Aci e Case Automobilistiche hanno accolto questo nuovo modo di comunicare con le persone. Il MiMo ha sempre cercato di essere tecnologicamente neutro. Data la convergenza di diverse tecnologie. E di lasciare che sia il pubblico a fare le sue scelte. A tale scopo era presente alla conferenza stampa anche una delegazione cinese, in un’ottica di integrazione col sistema automobilistico cinese. In questi 10 anni è stato importante canche e soprattutto l’indotto automobilistico italiano. Anche in termini di Design (Pininfarina, Giugiaro e Italdesign).

MiMo 2026: l’identità nuova
MiMo ha sempre cercato di rappresentare la storia dell’Automotive. In un’edizione c’era una carrozza a cavalli, per raccontare 150 anni di storia. Il #Motorsport è rilevante. Infatti ci sono anche vetture da corsa, con la presentazione del team Marzialetti nel #Ferrari296Challenge. Il Motorsport è il luogo dove le Case Automobilistiche mettono il massimo della loro tecnologia, ma anche un momento di condivisione della passione. L’Autodromo di Monza riveste un ruolo importante sia come prestigio che come punto di accoglienza per il GP di F1 e per gli eventi minori. Con MiMo si è passati dai Saloni chiusi dentro spazi definiti e dedicati solo agli appassionati a un nuovo modello rivolto a cittadini e turisti, che inizia a raccontare l’auto. Bisogna costruire uno storytelling, da contrapporre alla narrazione che ci siamo costruiti – su una marginalità geografica e mentale (basata su stereotipi locali). Ogni esperienza che arriva riesce a rafforzare la vocazione che il territorio ha. La città si racconta in un periodo parlando di auto e innovazione. In un altro di libri. In un altro di tennis. Creando la combinazione di storie, di racconti che ne rafforzano un’identità nuova.

MiMo 2026: Vehicle Valley e Motor Valley
Bisogna continuare a rafforzare le alleanze con Liguria, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, pensando a una grande massa critica economica. Quella che traina il PIL italiano. Affinxhé l’auto viva e prosperi. Elettrificazione: la Cina è avanti di 30 anni su questo tema. Torino dialoga con il Piemonte e con questa grande Nazione, perché si pensa che possa attraverso i suoi carmaker aiutare l’Europa a migliorare in un aspetto di collaborazione. Ma il termico deve rimanere, per restare protagonisti del panorama internazionale. Perciò è nata l’associazione Vehicle Valley, dove c’è tutto ciò che l’auto rappresenta in Piemonte (dal design alla ingegneria, alla produzione) che collaborerà con la Motor Valley.

MiMo 2026: B2B ed efficienza
Quindi le parole d’ordine sono B2B (momento durante il quale le Case Automobilistiche potranno incontrare tutti gli operatori di servizi per l’Automotive) ed efficienza. Perché le macchine moderne sono molto più efficienti: più comode, inquinano meno e sempre più veloci. Processo molto interessante, però complesso per le diversità di motorizzazioni che ci sono. Per questo è importante favorire un naturale scambio.

MiMo 2026: la prima
Vorrei ritagliarmi anche lo spazio per dire che questa è stata per me la prima volta che partecipo a una conferenza stampa del MiMo. Ma è stata anche l’occasione per incontrare e conoscere di persona Angelo Berardino. Perché anche queste sono soddisfazioni.
E voi, in che modo avete celebrato il decimo anniversario del traguardo più importante della vostra vita?
Juan
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