Italdesign (Giugiaro) Quaranta secondo Italdesign Giugaro
Italdesign Quaranta (anche nota come Giugiaro Quaranta) è un successo della italiana Italdesign Giugiaro. Quindi, durante questa discussione la chiameremo Italdesign (Giugiaro) Quaranta. E pensare che ha solo dodici anni.
Italdesign (Giugiaro) Quaranta: chi è?
Ma andiamo con ordine. Anzitutto, chi è Italdesign (Giugiaro) Quaranta? È una concept car prodotta ed esposta da Italdesign Giugiaro al Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra del 2008. Italdesign (Giugiaro) Quaranta è stata creata da Italdesign Giugiaro per celebrare i propri quarant’anni di attività. Ecco perché per la vettura è stato scelto il nome Quaranta. Italdesign (Giugiaro) Quaranta è una supersportiva in buona parte elettrica, che richiama molto nelle linee la Bizzarrini Manta del 1968.
Italdesign (Giugiaro) Quaranta: che caratteristiche ha?
Le linee della carrozzeria di Italdesign (Giugiaro) Quaranta sono molto tese e affilate, ed esprimono forme molto geometriche. L’abitacolo è studiato per essere occupato da tre adulti e un bambino ‒ dunque, il modulo di base è un 3+1, con sedute semi-sdraiate per i passeggeri. Il motore è un V6 ibrido di 3.300 cc, collocato in posizione centrale posteriore. Al quale si somma l’Hybrid Synergy Drive di Toyota. Così che Italdesign (Giugiaro) Quaranta può esprimere 268 CV totali, e ciò le consente di arrivare da 0 a 100 chilometri orari in 4,2″. Ma come si ricaricano le batterie elettriche di Italdesign (Giugiaro) Quaranta? Semplice: grazie ai pannelli solari collocati sul tettuccio della vettura medesima.
E voi, qual era (o qual è tutt’ora) il vostro sogno da realizzare a quarant’anni?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
Juan Vedi tutti gli articoli di Juan
5 pensieri su “Italdesign (Giugiaro) Quaranta secondo Italdesign Giugaro”
interessante il tuo Blog. Sulla quaranta avevo individuato a livello di acquisti il fornitore che aveva fornito le celle solari e le aveva applicate su un vetro curvo che era stato realizzato su nostro disegno. Una tecnologia sperimentale considerando che le celle al silicio sono rigide. L’esperimento era riuscito
Egr. Sig. Mauro,
grazie mille per il Suo contributo (alquanto competente dal punto di vista tecnico) e per aver condiviso con tutti la Sua profonda esperienza sul campo
grazie anche per aver apprezzato il mio modesto contributo: in fondo, io ho solo il compito di destare la passione dei lettori; il Suo contributo invece aggiunge l’elemento tecnico che – per ovvie ragioni di spazio – non può essere contenuto in uno spazio così ridotto, come questo blog
interessante il tuo Blog. Sulla quaranta avevo individuato a livello di acquisti il fornitore che aveva fornito le celle solari e le aveva applicate su un vetro curvo che era stato realizzato su nostro disegno. Una tecnologia sperimentale considerando che le celle al silicio sono rigide. L’esperimento era riuscito
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Egr. Sig. Mauro,
grazie mille per il Suo contributo (alquanto competente dal punto di vista tecnico) e per aver condiviso con tutti la Sua profonda esperienza sul campo
grazie anche per aver apprezzato il mio modesto contributo: in fondo, io ho solo il compito di destare la passione dei lettori; il Suo contributo invece aggiunge l’elemento tecnico che – per ovvie ragioni di spazio – non può essere contenuto in uno spazio così ridotto, come questo blog
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