Abbiamo rischiato l’estinzione ‒ non sto scherzando. Sentite un po’: alcuni anni fa (2012) Lamborghini aveva registrato il nome Deimos, che in greco antico (δεῖμος) indica il “terrore” generato dalla guerra. Ebbene, sì. Perché, se Lamborghini avesse davvero creato Deimos, non so in quanti saremmo sopravvissuti ‒ soprattutto tra i competitors di Lamborghini.
Lamborghini
da LM002 a Deimos
Deimos sarebbe dovuto essere l’erede del fuoristrada LM002, l’Hummer italiano prodotto da Lamborghini dal 1986 al 1993 (un mostro con una cilindrata superiore ai 5000 cc e con una potenza di 450 CV). Ebbene, sì, perché, se Lamborghini faceva già paura (φόβος, “phòbos” in greco) con quel fuoristrada, non oso immaginare ciò che sarebbe successo con Deimos. Per fortuna sappiamo com’è finita: Lamborghini ha optato per Urus.
Lamborghini Deimos
verso ulteriori mete
Nulla toglie che Lamborghini possa in avvenire recuperare ‒ se non il progetto ‒ almeno il nome Deimos, in vista di ulteriori mete… E allora, sì, che saranno dolori. Per tutti.
E voi, qual è il vostro anelito più grande, che ‒ a detta degli altri ‒ è il più inquietante?
Juan
L’immagine proposta in apertura del presente post, è gentilmente concessa da ThoroughbredLover, attraverso la piattaforma di Pixabay.
L’immagine del particolare di un veicolo Lamborghini nero (con gocce d’acqua) con lo stemma Lamborghini, è gentilmente concesso da Andrew Martin attraverso la piattaforma Pixabay.
L’immagine del particolare di un veicolo Lamborghini grigio scuro con lo stemma Lamborghini, è gentilmente concessa da Hans Braxmeier attraverso la piattaforma Pixabay.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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Un pensiero su “Lamborghini Deimos: il terrore dell’estinzione”
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