Guardando questo video mi nascono spontanee alcune domande – e, certo, non in merito alle prestazioni dell’automobile.

Bugatti Chiron: quali emozioni per Montoya?
Anzitutto, vorrei sapere che cosa ha provato Juan Pablo Montoya, quando ha aperto la portiera e si è seduto al posto di guida della vettura. E, poi: che emozione ha provato, quando ha acceso il quadro elettrico? Quale emozione gli è balenata nella mente, quando le sue mani hanno toccato – dal vivo – il volante di questa creatura mitologica? Che emozione ha provato, quando ha premuto il piede sull’acceleratore? Che emozione ha provato, quando l’auto ha toccato i 400 km/h? Che cosa è significato per lui, partire da fermo, arrivare a 400km/h e, poi, tornare a 0 km/h in soli 42″?

Bugatti Chiron: quali emozioni su un centauro mitologico?
Ma, soprattutto, che cosa è significato per lui aver guidato una Bugatti Chiron, con 1500 CV di potenza? Quali emozioni ha provato, nel cavalcare una simile opera d’arte, che è ben più di un centauro mitologico – da cui prende il nome?
Juan
Ringrazio Fabio, Paolo ed Enrico per la ricerca del contenuto video, che è reperibile all’indirizzo: https://youtu.be/PkkV1vLHUvQ sul canale YouTube ufficiale della Bugatti.
L’immagine proposta in apertura del presente post è gentilmente concessa da Zuxriddin su Pixabay ed è reperibile all’indirizzo: https://pixabay.com/it/illustrations/vettore-illustrator-bugatti-chiron-2528274/ nelle dimensioni originarie di 1920 X 1452 pixel, che è stata copiata nelle dimensioni medesime grazie all’opzione presente sulla pagina stessa e pubblicata s questo blog, nel presente post.
L’immagine col primo piano sulla calandra di una Bugatti Chiron è gentilmente concessa da emkanicepic su Pixabay ed è reperibile all’indirizzo: https://pixabay.com/it/photos/bugatti-chiron-auto-sportiva-4200700/ nelle dimensioni originarie di 1920 X 1343 pixel, che è stato copiato, incollato e pubblicato su questo blog, nel presente post.
L’immagine che presenta la Bugatti con livrea grigio metallizzato e seconda livrea color grigio fumo, è gentilmente concessa da mark_az su Pixabay ed è reperibile all’indirizzo: https://pixabay.com/it/photos/auto-show-car-automatico-cavalli-5774774/ nelle dimensioni originarie di 1920 X 1259 pixel, che è stato copiato, incollato e pubblicato su questo blog, nel presente post.

Personalmente credo che l’emozione, ma forse meglio la soddisfazione, l’orgoglio, di JPM sia l’aver legato il suo nome a quello prestigioso di Bugatti che l’ha scelto per conquistare un record mondiale su un’auto unica. Per le prestazioni, ricordo che JPM non si faceva pregare per spingere al limite le sue suo da corsa… Ha guidato le F1 strapiene di elettronica con accelerazioni da togliere il fiato (dovute al controllo di trazione) e frenate incredibili (Berger 10 anni prima diceva che se non guidava una F1 per 1 mese, dopo gli ci voleva quasi un’ora per riabituarsi alla frenata, poi con l’elettronica la frenata si è accorciata ancora). Se ricordo bene quelle F1 avevano circa 900 cv per 600/650 lg di peso. Praticamente una Fiat Panda alleggerita di qualche centinaia di chili e con 800/850 cv in più… Leggerissime e potenti: le velocità aumentavano e diminuivano rapidamente. Per la velocità, i 400 km/h li faceva in F, Cart. Ma probabilmente questo record aveva lo stesso un gusto speciale…
"Mi piace"Piace a 1 persona
ciao Fabio,
ti ringrazio per il tuo contributo: molto profondo e assai competente. Il che denota il fatto che ami le gare da Formula 1. Ho apprezzato molto il paragone che hai fatto con la Panda, perché – tra le auto da “comuni mortali” – il Pandino 1000 Fire degli Anni ’80 mi è rimasto nel cuore. Era un carrarmato: andava ovunque e usciva indenne dagli incidenti. Di auto così, ormai, non ne fanno più. Anche per motivi di legislazione comunitaria.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Quello che mi ha sempre impressionato di questo progetto è il senso di “elegante potenza” che trasmette, con un frontale pieno di segni distintivi, che gli conferiscono personalità, dove lo “scudetto” centrale per modalità di impiego mi ricorda lo stesso approccio utilizzato per l’Alfa Romeo Tonale presentata all’edizione 2019 del Salone di Ginevra: un elemento fortemente 3D, che con una fortissima spinta centrifuga spinge il muso verso l’esterno.
Come HMI developer non ho apprezzato la scelta di un quadrante centrale analogico con due display a destra e sinistra dello stesso per gestire l’intera sezione di infotainment, vista anche la totale assenza di un IVI nel tunnel centrale.
Che dire? Di certo un sogno su 4 ruote tutto focalizzato sull’esperienza di guida…ma mi sarei aspettato un occhio di riguardo anche per il passeggero.
"Mi piace"Piace a 1 persona
ciao Raffaele,
grazie mille per il tuo contributo, che denota una competenza tecnologica (sempre più importante nel progresso tecnologico del settore automotive)
"Mi piace"Piace a 1 persona
… senza trascurare la considerazione estetica con cui apri il tuo commento
perché, si sa: anche l’occhio vuole la sua parte – ed è ciò che tu trasmetti, parlando di “elegante potenza” e di <>, come lo <>
"Mi piace"Piace a 1 persona